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giovedì 21 giugno 2012

La STREET ART ITALIANA a PARIGI

L’Italia. Un paese meraviglioso, ricco di paesaggi e di cultura, ma irrigidito nell’immobilismo conservativo e nella venerazione di una storia artistica importante ed imponente, nel culto di un passato sfavillante ma al tempo stesso ingombrante.
Viene centellinata la concessione di spazi ed opportunità alle nuove generazioni, mettendo un freno alla ricerca artistica spontanea e alla sperimentazione sul suolo pubblico. Nell’ultimo secolo abbiamo visto poche, pochissime opere d’arte autorizzate, perlopiù monumentali e alla memoria, come sparute icone di se stesse passate al vaglio dalla Pubblica Amministrazione e rispondenti a concetti generalisti accomodanti e privi sia di conflitto che, a volte, anche di mordente.

L'arte pubblica in Italia, se pur quantitativamente scarsissima, gode di una libera ufficialità, mentre quella privata si articola in ambienti più circoscritti: musei e spazi privati, in quanto remunerata.

La street art italiana è posta nella condizione di un bambino che intenda giocare a palla nel salotto buono. Rivuole il suo territorio, afferma il diritto a vivere e ad esprimersi con giocosità in quegli spazi che sono di tutti ma non debbono essere segnati né appartenere a nessuno.

La caratterista comune agli street artist italiani, seppure ognuno di loro sia caratterizzato dal proprio stile, è una carica un’energia ed una capacità comunicativa incredibile, là dove il significato debba essere immediatamente recepibile da chi passi da quel luogo per dirigersi velocemente altrove, là dove l’opera debba essere impressa con rapidità e allo stesso tempo efficacia, poiché si tratta di opera “abusiva”.

E’ la forma più immediata di riappropriazione dello spazio urbano, il non-luogo per eccellenza che rifugge l’espressione artistica dei suoi abitanti ma accetta le logiche del mercato, ricoprendo volentieri i propri muri di pubblicità e delle immagini false e patinate di una vita stereotipata che non corrisponde affatto a ciò che la vita dei reali fruitori di quegli spazi è.

Una nota di merito per la street art consiste quindi nell'aver riaffermato i valori della figuratività, negata dalla ricerca in altre direzioni di una parte delle correnti artistiche del 900.
La street art riscopre l’immediatamente riconoscibile imprimendogli nuova energia, nuova linfa, una grande forza espressiva. Perché l’arte “street” è di tutti; e da tutti, in quei luoghi di nessuno, deve essere compresa con la rapidità di un’occhiata. Testo di Tatiana Belluzzo.

www.urbanpainting.info