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giovedì 2 agosto 2012

VELLETRI: STREET ART PER RIQUALIFICARE LE AREE PUBBLICHE


«Spazio Pubblico è un'associazione formata da ragazzi, il cui obbiettivo è principalmente quello di ripristinare zone di pubblico dominio in evidente stato di abbandono e di creare eventi che rendano partecipe la popolazione del fatto che tutto ci appartiene. Questa è in realtà – scrivono dall'associazione – una delle dimensioni che ci riguardano maggiormente, essendo impegnati da anni su vari fronti: dall'effettuare ripetizioni per studenti dei licei gratuitamente al fine di essere d'aiuto per gli esami della maturità, all'assistenza del reciclaggio del ferro per le scuole veliterne, alle lezioni di educazione ambientale, al recupero di spazi verdi. Durante l'estate 2009 attraverso l'operazione "Stazione di fine corsa", Spazio Pubblico ha cominciato la sua carriera in ambito ambientale: sostituendo a scritte volgari o comunque offensive, nei confronti del bello con realizzazioni artistiche attraverso murales di giovani artisti locali che coprirono parte delle pareti esterne ed interne dello snodo ferroviario di Velletri. Quest'operazione necessitò di una revisione nei primi mesi del 2010: grazie alla mostra "Il degrado urbano"diversi artisti locali ebbero modo di esporre sempre nel nodo di scambio ferroviario, le loro opere in uno scenario ancora una volta restaurato e ripulito gratuitamente (e ci mancherebbe), con la speranza di sensibilizzare il resto della popolazione alla possibilità di identificarsi con la città in cui si vive. Un'altissima partecipazione di ragazzi testimoniò la possibilità che le cose possono cambiare, dunque presentammo pubblicamente il nostro interesse nei confronti della cinta muraria esterna del campo sportivo "Scavo", con la volontà di cambiarlo, non arrendendoci alla realtà piena di scritte incommentabili cui sembrava essere condannato. Rispettando le prassi necessarie per operare su spazi di uso pubblico, presentammo regolare richiesta all'organo competente, tuttavia, solamente dopo un anno e dieci mesi fummo ascoltati. Della serie meglio tardi che mai».


«Una delle caratteristiche del nostro gruppo, oltre alla giovanissima età da parte di noi componenti, è indubbiamente la caparbietà: dal novembre 2011, periodo nel quale venimmo convocati dal Sindaco in persona per discutere di questo progetto, abbiamo lottato con tutto noi stessi per ottenere un risultato che avrebbe fatto desistere la maggior parte delle realtà locali e non. Sarebbe inutile stare a raccontare di tutti gli ostacoli burocratici e non cui siamo stati soggetti in questo lungo periodo. Sintetizzando questo proposito si trasformò rapidamente in un autentico travaglio. Ottenuto l'ascolto necessario, ci proponemmo di utilizzare un canale di comunicazione di semplice comprensione, ma non scontato: così da sperare di coinvolgere la maggior parte dei nostri concittadini. Fu così che Eva Senko, la nostra addetta alla sezione artistica (siamo organizzati come un ministero, ci dividiamo in aree di competenza a seconda delle nostre competenze tecniche), propose Cristian Sonda per portare avanti un dialogo tra l'uomo nello sport e l'arte: per raccontare di quanto impegno e sacrificio siano necessari perché ognuno di noi sia se stesso. Il nome di Cristian Sonda trovò l'appoggio da parte del collettivo, non appena questi propose una sua visione del nostro messaggio; non restava che attendere il via libera da parte delle autorità competenti. Il Sindaco ci rimandò all'Assessore Sergio Andreozzi, il quale, pur avendo da subito manifestato interesse personale e professionale nei confronti della nostra idea, non è riuscito a trasmetterci la stabilità necessaria per condurre serenamente il nostro progetto. Per la somma di 3200 euro Cristian Sonda ha trasformato quella decadenza in un'opera d'arte piena di sentimenti e significati. Esattamente un mese fa: a giugno dell'anno in corso, dopo alcune confidenze ufficiose discordanti tra loro, portateci proprio dal nostro referente del Comune di Velletri, si oscillava tra la possibilità di realizzare nel futuro più prossimo l'opera, tanto quanto di poterla vedere in piedi solamente a settembre (dimenticavano il fatto che Cristian Sonda aveva dichiarato la sua disponibilità esclusivamente per una delle due prime settimane di luglio, e loro ne erano stati messi al corrente)».

«È stato necessario per noi allora cercare una strada alternativa, ma non abbiamo nemmeno avuto il tempo di ufficializzarla che, grazie ad una segnalazione di un nostro storico simpatizzante tramite il social network Facebook, siamo venuti a conoscenza del fatto che la Giunta comunale aveva finalmente approvato ufficialmente la nostra proposta, bisognava esclusivamente aspettare il via libera dal bilancio (con "solamente" un mese di ritardo rispetto alle premesse). Ufficializzato dunque il via libera ai lavori dal 3 al 10 luglio (a pochi giorni dall'inizio degli stessi), Cristian Sonda è partito da solo con la macchina in compagnia dei suoi colori, ed ha trovato noi di Spazio Pubblico ad aspettarlo insieme al muro. Solo, da un punto di vista artistico, ma sempre seguito e sostenuto nei nostri limiti, ha cominciato i lavori sfruttando il suo peculiare tratto: basato sulla comunicazione intelligente ed ironica di argomenti anche seri, tramite un linguaggio artistico che nasce dall'illustrazione per bambini. È dal 1991 che opera nel mondo della Street Art italiana, ritagliandosi uno spazio importante nel panorama nazionale. Ma cosa è esattamente la Street Art? È la prima ed unica corrente di avanguardia nel mondo, che mette a confronto artisti appartenenti a tutte le regioni del mondo per la realizzazione di un sogno comune. Questo sogno è vivere trasformando: cemento o mattoni che siano. Trasformare spazi poveri in manifesti su cui esporre veri e propri tesori che animano con le emozioni del loro creatore qualcosa altrimenti di spoglio ed inabitato».

«Quello che ci preme comunicare è che per arte si intende bellezza, e l'innovazione della Street Art è che questa bellezza è ovunque, sta a noi scovarla e farla nostra: perché la nostra casa è la terra in cui viviamo. Il più grande augurio che si può fare a questa opera è che non sia l'ultima per quel che riguarda la nostra cittadina, perché le idee sono come i muri: non mancano. Ringraziamo il Comune di Velletri per averci dato modo d'esprimere, malgrado le tante vicissitudini, con l'augurio che anche loro possano avere imparato qualcosa, seppure da ragazzi come noi. Un profondo grazie a Cristian Sonda, in certi casi l'essere sintetici è il modo più forte per tributare omaggio a grandi persone. Infine un ringraziamento va rivolto a noi stessi, a tutto lo Staff del progetto: Leonardo Candidi, Eva Senko, Lorenzo Canarutto,Stefano Pennacchi, Leonardo e Lorenzo Caponera, Lorenzo Mazzola Maurizio Cignoni, Andrea Mazzucca e Antonio Pucci; è buffo notare come l'affetto rivelato da determinate fonti sia poi stato concretizzato scrivendo male i nostri cognomi o non inserendo tutti i membri del nostro gruppo. Ci teniamo infine a sottolineare che il risultato che ad oggi si può ammirare al Campo Sportivo è frutto quasi esclusivamente della nostra tenacia e della nostra caparbietà al non volerci arrendere di fronte alla narcolessia di determinate strutture organizzative; sebbene nessun dorma quando c'è da tagliare nastri o arraffare meriti. Ringraziamo tutti quelli che sanno di essere stati utili, ribadendo la nostra volontà a continuare questo percorso: per noi solamente un passo di un lungo viaggio».

fonte: CastelliNews