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domenica 12 dicembre 2010

Eyes on: RAPTUZ

Nasce nell’hinterland Milanese, fin da piccolo viene a contatto con le realtà di una provincia disagiata e non propriamente “tranquilla”. Dopo le scuole dell’obbligo si diploma alla scuola Del fumetto di Milano, dove apprende i fondamenti e le tecniche del disegno, dell’illustrazione e della grafica pubblicitaria.

Nel 1987 Raptuz si affaccia al mondo del Writing o Aerosol Art, mondo che sentirà suo a tal punto da non abbandonare più. Espletati i doveri militari nella Brigata Folgore (183°Nembo), Nel 1990 fonda con un gruppo di artisti la TDK Crew, che in breve tempo diventa un vero e proprio mito nell’ambiente del writing italiano. La Crew, conosciuta sia per gli innumerevoli lavori su commissione, sia e soprattutto per la sua “parte oscura”, come l’artista stesso ama definire l‘attività “non proprio autorizzata” su treni e metropolitane, resta tutt’ora un punto di riferimento nello scenario Italiano. Poco piu tardi assieme a J.AX ed ai Gemelli DiVersi , Raptuz fonda la Spaghetti Funk Crew, con la quale nei primi anni novanta, inventa di fatto le esibizioni “Action Painting” in Italia (ora molto di moda) sul palco, durante concerti, festival, e negli show televisivi, contribuendo a diffondere il Writing fin nei più remoti comuni italiani, arrivando sino ad un apparizione cinematografica, interpretando sé stesso, nel film “Senza Filtro” del 2001. Nel 1991 i tempi in Italia non sono ancora maturi per vivere solamente della sua arte e Raptuz tenta l’avventura partendo senza un soldo in tasca per Los Angeles. Le regole della vita di strada apprese nella dura provincia milanese prima, e nei quartieri malfamati di Milano poi, si rivelano subito utili anche oltre oceano, ed in breve tempo si guadagna il rispetto dei “duri” writers locali, in una Los Angeles devastata dai “Riots” per Rodney King ed in piena lotta “Crips Vs Bloods”, entrando perfino a far parte della storica crew di West Hollywood “CBS”, della quale ne è tutt’ora onorato membro. L’esperienza Americana a livello artistico frutta, oltre alle moltissime commissioni, anche la partecipazione nel 1996 ai “Vargas Awards” (Las Vegas) e nel 1998 al “Festival of Arts” (Laguna Beach). Tornato a Milano, e diventato nel frattempo anche un apprezzato grafico e designer, Raptuz negli anni collabora con molte grandi aziende (Walt Disney Italia, Warner Bros, Coca Cola, Madiaset, MTV, Sony Music, Barilla, Adidas) e partecipa come ospite, esibendosi live, in innumerevoli eventi, concerti e tour italiani. (Articolo 31, Gemelli DiVersi, Festival di Sanremo, Camel Italian Tour, Adidas Streetball, Mentos Hip Hop Village). Nel 2005 fonda una delle prime associazioni italiane di writing e streetart “Associazione italiana Writers - Tribù Dell’Indice” della quale ne è tutt’ora il presidente, con la quale, tra l’altro, organizza eventi benefici come l’ormai noto “Write for Food” ed eventi di interscambio artistico-culturali per giovani writers. Nel 2008 Raptuz fonda la “TDK Art D-Vision” creando e promuovendo esposizioni collettive e personali di streetartists emergenti. Raptuz, forte del proprio unico mix di entusiasmo e professionalità, espone le sue opere in gallerie e musei importanti, come il PAC di Milano, La Triennale di Milano, il Museo d’Arte Contemporanea di Trento, le Gallerie Civiche di Monza e di Bolzano, il Museo Fondazione Matalon di Milano, la Crewest Gallery di Los Angeles. La sua pittura riflette un esistenza sempre più sofferta, propria dell'epoca moderna, instaurando stretti rapporti con il linguaggio informale e con il cromatismo di Pollock. l'Informale non è tanto nel segno quanto nella materia che richiama la rugosità del muro grezzo, risolvendosi nel gesto costruente, forte e con colori che si accendono di una carica simbolica. Opere la cui forza narrativa posa sui valori propri del tessuto sociale in cui vive e cresce. L’ispirazione maggiore viene dalla strada e dalla sua storia. Così Raptuz strato su strato, addensa le storie e gli eventi, lasciando ampio spazio alla casualità, o meglio alla libera invenzione, soltanto modulata e mai costretta. Una sorta di misteriosa alchimia che procede dall'artista e si svolge con libera spontaneità nell'opera. Elementi grafici, elementi figurativi, scritte quasi propagandistiche, segni, gesti, sfumature, sovrapposizioni, e schizzature coesistono come elementi in diverso rapporto tra loro, parte di un mondo personale, infinitamente variabile interpretabile secondo infinite prospettive, pur nell'apparente continuità dell’impostazione di base.



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