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venerdì 20 novembre 2009

[GRA] NATION world graphic tour | European Session | 27 NOVEMBRE - Officine Farneto


27 Novembre | h. 19:00
OFFICINE FARNETO


ESPOSIZIONE | European Session experience
la mostra che vola attraverso gli immaginari internazionali della grafica.�

ARTISTS:
Loriana Aprea -�Fabio Armida�-�Artevettoriale -�C86 -�Liza Marie Calestini -�Marco Car� -�Gabriele Cecere -�Cesc -�Cibachrome* -�Valerio Cicco
Maurizio Cignoni -�Francesca Cosanti -�Paolo De Domini -�Sara Di Mario -�Camilla Engaman -�Frigo* -�Nazario Graziano -�Gunee -�Eva Hillreiner
Itsuba -�Jawa -�Ola Jeppsson -�Karezma -�Kristal Blanco -�Lady Flower -�Stefano Longo -�Fabio Angelo Lucatuorto -�Niklas Lundberg -�MilkGrag
Mklane -�Simon Margesin -�Alessia Mastriforti -�Metadesign -�naZzilla -�Silvia Noseda -�Giulia Oberholtzer -�Giorgio Perugini �-�Pixel Pongo
Ghica Popa -�Quayola -�Angelo Rasile -�Andi Rivas -�Roberta Rizzi -�Andrei Robu -�Rudiger_the_illustrator -�SaVe Design -�Andrei Scarlatescu
Sparla -�Mike Speero -�Agostino Sperandeo -�Spumone -�TaTa -�Miriam Tognella -�Vinicio Trugli -�Ginevra Virgili -�Guido Vitabile

APERITIVO | The Fooders (ex gastronauts italians project)

PERFORMANCE LIVE | Radio Fef�

DJ SET | Fef� Project



Officine Farneto
Via dei Monti della Farnesina, 77

ingresso libero


mercoledì 18 novembre 2009

Serpeinseno per ziguline poster edition


Le avevamo sotto tiro da un bel po’. Qualche primo timido tentativo per entrare in contatto con loro era andato anche vano, ma si sa, le cose belle bisogna sapersele conquistare. Ed ecco che ad un mese dal lancio di ritorniamo all’attacco con una firma di tutto rispetto nella scena dell’illustrazione undrerground capitolina: “”. Una solo nome per identificare una triade di illustratrici ormai ben nota nei salotti scassati e sotterranei della “contro-creatività” Italiana. è il nome che , e usano per contrassegnare i progetti che le vedono coinvolte sul fronte comune. Chi conosce questo “marchio” conosce bene anche il timbro estetico che caratterizza i loro lavori. Un universo infinito fatto di bizzarri personaggi e simpatici mostriciattoli capaci di muovere a compassione anche il più insensibile dei critici. Personaggi forzatamente inquietanti frutto di una fervida fantasia che viaggia a briglie sciolte e con cui l’allegro trio sembra voglia liberare l’intera umanità da inutili angosce e paure. Colori vivaci, elettrici e fluorescenti sbugiardano scene paradossalmente tetre ed inquietanti, questo almeno per noi, il tratto distintivo del loro bizzarro e fantastico lavoro. Per la triade romana ha sfornato tre nuovi personaggi che sono già diventati i nostri super eroi.

Chiappino Vitelli, uomo colto

Spauracchio dei conguagli

Animanegra


Quella che segue è un’interessante e puntuale recensione che il giornalista ha fatto del loro lavoro.

“[...]Serpeinseno applica dunque il possibile al già possibile, infierisce su un pianeta labile, si fa beffe delle credenze dei bambini producendone di nuove, gioca sulla distanza temporale del vissuto di ognuno di noi riempiendone i buchi che ineluttabilmente esistono, prodotti dall’accumulazione di troppe informazioni. Il risultato produce cortocircuiti spiazzanti. La screziatura underground, dovuta all’alveo in cui Serpeinseo è nata e cresciuta, non fa altro che inscenare un ulteriore, impressionante, effetto-verità. E’ in qualche misura un trucco: Serpeinseno sa che non ha a che fare con osservatori “sprovveduti”, sa di non potersi imbattere in occhi vergini, e allora simula una verginità rendendola accettabile a chi, di suo, ha già un vissuto. Stiamo parlando di giochi perversi. Da una parte si rassicura (l’infanzia, l’innocenza, l’appiglio all’epoca che fu ecc.) dall’altra si getta l’osservatore nel meno rassicurante degli universi possibili (l’impostura totale degli immaginari proposti, il rifiuto di riferimenti identificabili con l’esistente reale , l’appiglio mancato a richiami validi per ognuno ecc). Di fatto Serpeinseno produce mitologie aliene. La malvagità di Serpeinseno consiste nell’auspicare icone possibili accettabili da ognuno di noi. Con la differenza – non da poco – che purtroppo si tratta di icone fallaci, stordenti, bugiarde. E’ ulteriore affondo nell’allucinazione totale, è consapevolezza nell’assoluta mancanza di futuro. Proprio perché il futuro, il nuovo, l’inedito, l’ancora non esistente è come se fosse sempre esistito [...]”

Le opere sono disponibili in serie limitata su

Link alle immagini:

http://www.ziguline.com/wp-content/uploads/2009/11/chiappinovitelli-low.jpg

http://www.ziguline.com/wp-content/uploads/2009/11/spauracchiodeiconguagli-low.jpg

http://www.ziguline.com/wp-content/uploads/2009/11/animanegra-low.jpg

Due mostre, un solo fine comune: spingere arte

Sabato 21 Novembre 2009 alle ore 21.30 inaugura presso la Galleria Artway di Treviso, la mostra personale del pittore Luca Bidoli (1967, Gorizia – vive e lavora a Gruaro, Venezia). L'evento è curato da Carolina Lio e Carlo Sala. Negli spazi della galleria sarà ospitata una selezione delle opere più rappresentative delle ultime due serie di lavori dell'artista: “Straziami ma di baci saziami” e “Ascensione del cane al cielo”, sviluppate rispettivamente nel 2008 e nel 2009.
Tema apparente di entrambe è la figura del cane, che viene rappresentato in modo quasi ossessivo in tutte le tele. Il cane è però solo preso a pretesto per trattare la standardizzazione del comportamento umano rispetto al mondo naturale e animale. Questo è permeato dalla necessità di affermare la supremazia dell'uomo attraverso l'esercizio di un controllo totale e continuo sugli altri esseri viventi. Il cane, preso come simbolo per un rapporto particolarmente intimo col genere umano, viene così estraniato da ogni contesto e rappresentato immerso in un fluido monocromo e decontestualizzato. Gli viene tolta volontà e personalità, diventa un soggetto di studio, quasi una cavia spesso rappresentata con la testa tagliata o il corpo diviso in due parti distinte. Questo sezionamento è metaforico della repressione che viene effettuata sull'animale in modo da piegarlo e modellarlo fino a diventare quasi un arredo. La levitazione priva di gravità con cui i soggetti vengono rappresentati, sottintendono però anche dei richiami mistici e cattolici richiamando con la parola “ascensione” all'idea della resurrezione. Da un lato si tratta di un'ulteriore umanizzazione della natura visto che l'atto del risorgere presuppone anche il perdono di un peccato originale prettamente umano, dall'altro mistifica il soggetto animale e lo fa diventare il martire di una religione animistica che nella sua ascesa si libera di un senso di schiavitù e vischiosità che si sente nella vernice fluida e corposa dello sfondo. La mostra è visitabile il Venerdì e il Sabato dalle 15.00 alle 19.00 e su appuntamento. Ingresso libero.



Sabato 28 Novembre alle ore 18.30, Yvonneartecontemporanea, contrà porti 21, Vicenza, inaugura la bipersonale di Toyomi Nara (1968, Tokyo) e Dania Zanotto (1975, Treviso).
La giapponese Toyomi Nara crea delle composizioni narrative di piccole tele su carta di riso intelaiata e dipinte con un'antica e riflessiva tecnica utilizzata in Giappone tra il XIV e il XIX secolo. I soggetti sono spesso dei bambini disegnati con una stilizzazione volutamente infantile e che attraverso il loro essere candidi, ingenui, privi di filtri e retaggi culturali, entrano direttamente in contatto con una dimensione divina e metafisica. Questa non può essere rappresenta, ma si intravede negli sfondi impalpabili e luminosi in cui le figure sembrano galleggiare senza punti di appoggio e completamente estraniate dal mondo, in scenari immersi tra le nubi o in un bianco mistico e dilagante.
La scultrice Dania Zanotto crea, invece, complesse installazioni site specific in cui vengono ricostruiti abiti in dimensioni ingigantite attinenti alle religioni, alle credenze e ai dogmi di paesi perlopiù orientali. I vestiti, vuoti e appesi, sono irrigiditi nella resina che li lascia in una forma piena come se contenessero un corpo invisibile. In questo modo diventano simboli e scrigni di anime, involucri di spiritualità. Allo stesso tempo, però, sono una testimonianza di riflessione su quelle società dove l'organigramma sociale e quello del culto si confondono in un unico sistema e dove l'uniforme religiosa assume un suo potere a prescindere dalla componente umana e da quella divina.
La mostra resterà visitabile fino al 31 Gennaio dal Martedì al Sabato negli orari tra le 15.30 e le 19.30. La galleria sarà chiusa per ferie dal 23 Dicembre al 07 Gennaio. Mostra e testi a cura di Carolina Lio.

venerdì 13 novembre 2009

kaf & Cyop - Permesso di Soggiorno

È convenzione che i giornalisti interpellino gli artisti Kaf e Cyop o chi per loro almeno tre, quattro giorni prima della mostra. Chiedono lumi su cosa i due misteriosi writers andranno ad esporre. La risposta sarà, potete giurarci, sempre un po' vaga, evasiva, fumosa, lo-scoprirete-solo-vivendo. Là per là, questo contegno lascia perplessi. Fossero snob? Sbagliato: approdati al vernissage (che brutto termine) i cronisti si ricredono, puntualmente. Giusto così, il duo di writers e streetartist - ma loro si arrabbiano per qualunque etichetta - più quotato di Napoli, alla vigilia non può che lasciare tutti nel limbo. Avvenne due anni fa con "Buio" nel rifugio antiaereo di Largo Baracche e con il graffiti-day tra i piloni della superstrada a Quarto, nella primavera scorsa. Niente da fare: la performance-mostra-esposizione va gustata sul posto, che stavolta è l'Operagallery di via Bellini. Dai segnali che arrivano alla stampa, settimane prima, non si capisce granchè. Descrizioni tipo: «...una denuncia che riguarda lo stato attuale delle cose nel nostro territorio». Oppure, peggio, «...(i due artisti) ci proporranno un pezzo unico, volto alla riflessione sull’emarginazione, un pezzo proposto in chiave surreale ma, estremamente legato ad un’oggettività volutamente realistica...».

Depistaggio che funziona anche stavolta. Al massimo, Cyop si lascia scappare: l'installazione è assemblata con «pezzi di barca e tanta fantasia». Perciò rimandiamo anche noi alla fantasia di chi volesse prendere parte al piccolo grande evento d'arte di stasera venerdì 13, percorrendo mentalmente la traccia suggerita dal titolo della mostra «Permesso di soggiorno» (attenzione alla parola "soggiorno") e presentandosi alle 19 all'Operagallery di via Bellini 26. La mostra di Kaf e Cyop è a cura di Mariano Ipri, Giuseppe Ruffo, Pietro Tatafiore. Riferimenti? Oltre agli stessi Kaf&Cyop, vagamente Max Ernst, Keith Haring, Jermonymus Bosch e gli artisti del readymade facilitato.ymus Bosch e gli artisti del readymade facilitato.

fonte: corriere della mezzogiorno

Urban Dance


11/13/2009 10:00 PM at faf: MACISTE presenta Økapi - Love Him! live + dj set
via Righi 28, sesto fiorentino, Osmannoro, Firenze 50120
Cost:

VENERDI’ 13 NOVEMBRE 200921.00prima lezione aperta a tutti della vjschool, a cura di Influx e Selfish. vdg25.wordpress.com22.00Javier De Cea - URBANDANCE a cura di FRE eSHOUT!? COLLECTIVENato in Cile, vive a Barcellona. Lo spazio viene utilizzato come un’enorme tela in cui ancora una volta si compie il suo percorso per il quale l’arte è contemporaneamente centro di gravità ed innesco esplosivo. Intervenendo con metri di nastro, in Urban dance vengono convogliati concetti quali movimento, velocità, tempo e gesto. javierdecea.com myspace.com/ frees-co 23.00Økapi - Love Him! live + dj setNella foresta nera del sampling si pavoneggia quella finta giraffa zebrata che prende il nome di Økapi intonando un’orchestra di piu’ di cento autori, tutti spietatamente saccheggiati per omaggiare il celeberrimo compositore kirghizo Aldo Kapi (1896-1952), di cui in questo brillante doppio vinile si eseguono i suoi lavori dal 1914 al 1952, a metà tra scratch music, electro-acustic extravaganza, slot-machine soundtracks, break-non-core, experimental turntablism e bubble-gum audio. Collaborazioni, tra le altre, con Cane Capovolto, Metamkine, Zu, Mike Cooper, Roy Paci, Dogon, …myspace.com/aukapi okapi.it

lunedì 9 novembre 2009

09.11.1989 - 09.11.2009

Vent'anni... Sono passati vent'anni da quella sera di novembre in cui qualcosa nel mondo moderno è cambiato. C'era un muro lì, un muro che divideva una città, un popolo, amicizie, famiglie, amori, tutto quanto. Un muro costruito per gli interessi dei potenti e a discapito dei poveri cristi come, nonostante siano passati vent'anni, succede anche ora.

Il Muro di Berlino (in tedesco Berliner Mauer), eretto dal regime comunista della Germania Est, era una barriera in cemento alta circa tre metri e mezzo che separava Berlino Ovest da Berlino Est e dal resto della Repubblica Democratica Tedesca. Il muro ha diviso in due la città di Berlino per 28 anni, dalla sua costruzione (iniziata il 13 agosto del 1961) fino al suo smantellamento, ed era considerato un simbolo della Cortina di ferro. Il suo smantellamento avvenne il 9 novembre 1989, a causa della sua inutilità, dopo lo smantellamento (avvenuto il 23 agosto 1989) della Cortina di Ferro da parte dell'Ungheria e del successivo esodo (via paese danubiano) di tedeschi dalla DDR (a partire dall'11 settembre dello stesso anno). Durante questi anni, in accordo con i dati ufficiali, furono uccise, dalle guardie comuniste, almeno 133 persone mentre cercavano di superare il muro verso Berlino Ovest. Comunque, un cospicuo gruppo di vittime reclama che più di 200 persone furono uccise mentre cercavano di fuggire da Berlino Est per l'Ovest. Il 9 novembre 1989, dopo diverse settimane di disordini pubblici, il Governo della Germania Est annunciò che le visite in Germania e Berlino Ovest sarebbero state permesse; dopo questo annuncio una moltitudine di cittadini dell'Est si arrampicò sul muro e lo superò, per raggiungere gli abitanti della Germania Ovest dall'altro lato in un'atmosfera festosa. Durante le settimane successive piccole parti del muro furono portate via dalla folla e dai cercatori di souvenir; in seguito fu usato dell'equipaggiamento industriale per rimuovere quasi tutto quello che era rimasto.

Oltre all'impatto storico e politico che il muro ha avuto, c'è da considerare anche l'impatto artistico che i graffiti che ha ospitato hanno avuto modo di modellare e di comunicare. Decisamente questi pezzi sono la vera voce di quella Berlino che voleva raccontare al mondo cosa stesse succedendo in quelle strade cercando di sfuggire all'estenuante morsa della censura di una categoria di persone a cui le cose così com'erano piacevano e parecchio: i politici.

Con la caduta del muro di Berlino entra nelle nostre case quell'arte di strada che urla il suo disagio, a volte in modo ironico altre in modo assolutamente drammatico ma sicuramente comprensibile a tutti. Non ci sono più le conferenze stampa in cui uomini incravattati spiegano la loro versione dei fatti, ora c'è la realtà dei giovani berlinesi a smentire tutte le bugie dette fino a quel momento

domenica 8 novembre 2009

Progetto " Breaking Walls "

È Milano la città prescelta per l’evento di lancio di Breaking Walls, un progetto multimediale e multidisciplinare dedicato espressamente ai giovani, in occasione della celebrazione dei 20 anni dalla caduta del Muro di Berlino.

Scopo di “Breaking Walls” è da un lato informare le nuove generazioni di quanto è accaduto vent’anni fa e di quanto quegli eventi hanno segnato la storia contemporanea mondiale; dall’altro di invitarli a considerare l’abbattere i muri un messaggio ancora importante e attuale.

Breaking Walls seguirà un percorso nazionale, anche nel 2010, di cui l’evento di Milano è il punto di partenza.

Lo scopo dell’iniziativa è di sensibilizzare i giovani al valore della libertà e dei diritti umani.

La mostra fotografica I graffiti del Muro di Berlino propone 50 scatti di murales e graffiti sulla parete ovest del Muro, andati perduti, realizzati nel 1987 da Francesco e Alessandro Alacevich.

Sono immagini potenti, consegnate alla storia, che a Milano saranno allestite su grande formato alla Loggia dei Mercanti dal 9 al 22 novembre.

Il sito della mostra Breaking Walls contiene oltre 300 immagini storiche sul Muro e sulla Città di Berlino, spesso emozionanti perché evocative del vissuto intorno al Muro, dal momento della sua costruzione a quello dell’abbattimento.

Alla loggia dei Mercanti e in via Mercanti, si vedranno all’opera artisti spesso di fama come Airone, El Gato Chimney, Erics, FlyCat, Mambo, Mr. Wany, KayOne, Raptuz, Rendo, Sea e Senso.

FRISTA AL BAR 6 @ Montebelluna

Ritorna il FRISTA AL BAR!

Serata con live showcase Hip Hop di VICE & TONO, SET & MANO, TESTE DI SERIE, NEOTRAMA e ai piatti la selecta che rulla DJ JAMES CELLA!

A seguire GARA DI FRISTA A PREMI!

Il tutto all'HAVANA CAFFE' di Montebelluna, vi aspettiamo per rovesciare anche questo locale!

Bella YO!

sabato 7 novembre 2009

KAYONE - Milano Old School

Mio fratello Jinko è il signore delle tenebre e vi spinge eventi a più non posso soprattutto di notte, io ormai ho una certa età e la mia passione è spingere artisti emergenti e vecchie glorie a orari più adatti alle mie possibilità da pensionato in erba!

Sotto i miei riflettori stasera c'è il milanese Marco Mantovani aka KAYONE, nome pesante nella scena old school nazionale. Da 20 anni nell'ambiente della street art e dell'hip hop,è assieme ad Airone e Adstar il fondatore di HIP HOP TRIBE MAGAZINE, la prima fanzine italiana dedicata al writing e all'arte di strada, nel 1991. Erano tempi infami quelli, anni in cui i nostri primissimi writers guardavano oltreoceano e cercavano di trarre ispirazione da una cultura di strada che aveva molto da insegnare a riguardo...

Maniaco della cura e dell'evoluzione grafica delle sue opere, KAYONE calca prima di molti altri i sentieri che lo porteranno a circondarsi di quell'aria di vera vita che ha sempre sognato, quell'aria che si respira solo in strada con una bombola in mano. Una buona mano e una passione senza limiti lo spingono su treni merci, metropolitane, muri di periferia.

La maturità artistica (in senso scolastico) gli ha dato le gambe per percorrere la strada e lui con quelle stesse gambe è arrivato molto lontano ma ha saputo integrarle con delle scarpe da corsa chiamate "writing" in maniera da arrivare ovunque in maniera più veloce e personale.

Abbiamo a che fare con un King stasera ragazzi, una firma da 5 stelle lusso, un maestro che sempre guarderò con ammirazione e devozione.

Uno dei writer italiani della prima ora, KayOne, classe 1972, ha cominciato nel 1988 a 15 anni. Pioniere a Milano quando i graffiti comparivano solo nelle serie riciclate dei telefilm americani e quando le tendenze impiegavano cinque anni per attraversare l’Oceano. Marco Mantovani oggi ha 34 anni e passa gran parte del suo tempo negli uffici dell’agenzia pubblicitaria MANTOVANI ADV, fondata insieme con suo fratello lavorando come Art Director e dipingendo quadri. Fondatore agli inizi degli anni ‘90 della prima fanzine italiana di graffiti “Tribe Magazine”, non ha mai abbandonato la sua passione per l’arte e il writing, che fa parte ancora oggi della sua quotidianità, organizzando e partecipando a numerose manifestazioni di writing ed eventi artistici in tutta Italia.

Ti aspetti una figura trasgressiva, un pò in linea con lo stereotipo del graffitaro: pantalone largo, abbigliamento street, puma ai piedi. Ti ritrovi un giovanotto dai toni pacati, jeans, camicia e maglioncino...
Ventiquattro Sole 24 Ore - 06 Novembre 2004

[The Book] - All City Writers

Sabato 7 Novembre verrà presentato il libro All City Writers. Questo il programma dell’imperdibile serata.
Alle ore 19.30 verranno aperte le porte del LAP (Lambretto Art Project), una splendida struttura che ospiterà la parte principale della pubblicizzazione del libro: verranno effettuate numerose installazioni con video di Writing da tutto il mondo, visibili internamente ed esternamente sugli oltre 1500mq messi a disposizione per l'evento.
Dalle ore 20.30 alle 22.30 avranno luogo il bookshop, drink e dj set.
Dopo di chè avrà luogo il party vero e proprio spostando l'evento Connie Douglas fino alle 3, i Bruto Posse intratterranno musicalmente la serata.
Logicamente a questo evento parteciperanno ospiti davvero da tutt’Europa: l’intera old school italiana con oltre 100 writer da tutt’Italia e una folta (più di 50 persone) rappresentanza di writer che hanno fatto la storia del trainbombing nel resto del Vecchio Continente, tra cui VIM, ALL, MOAS, SDK, MSN, SDK e tantissimi altri da Finlandia, Francia, Germania, Svizzera, Inghilterra.

INFORMAZIONI:

LAMBRETTO ART PROJECT
via Cletto Arrighi 19
20134 Milano (zona Lambrate)

CONNIE DOUGLAS
Via Bordighera, 15
20142 Milano (zona Navigli)