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venerdì 21 gennaio 2011

Rae Martini: violento, invadente, sporco e ruvido

Se nella maggior parte dei casi questi aggettivi verrebbero utilizzati tutti con l’accezione negativa, nelle opere di Rae Martini, magicamente il risultato si ribalta di colpo.

Se fosse un prodotto da vendere, potremmo dire che dei minus sono diventati dei plus.

Era il novantadue e in Italia si vedevano i primi passi del writing, sbarcato direttamente dagli Stati Uniti; il concetto di Hip Hop come cultura stava cercando una collocazione ben definita e la Street Art non era nemmeno allo stato embrionale.

Rae è cresciuto a suon di notti passate nei depositi delle Ferrovie, accucciato tra i binari, pronto a scatenare vernice spray sulle fiancate dei vagoni; in una parola, un Wildstyler.

Nessun limite, tranne l’immaginazione.

Nel corso dei 12 anni di continua attività ha declinato il bagaglio di conoscenza al servizio dell’evoluzione del lettering fino a trasportare l’impeto creativo dal metallo dei treni e dal cemento dei muri alla tela, al legno e a porzioni di caos urbano in formato domestico.

La sensazione di essere sovrastati da qualcosa di massiccio è la stessa, idem per gli elementi metropolitani che rimangono a proteggere Rae e le sue origini dal trascorrere del tempo.

Come un monito per chi osserva la nuova veste dell’artista: anche se il supporto è cambiato, la rabbia da scaricare è la stessa e gli elementi dei Ghetto Landscapes sopravvivono: paesaggi esteticamente non belli, ma che colpiscono, restano dentro.

Il writer – per favore non graffitaro – lascia il segno attraverso tags, throw-ups, whole trains, tutti elementi che delineano una personalità, un intero mondo, un delineare territori, crew di appartenenza, satelliti spesso in collisione tra loro.

Chi abita in una metropoli conosce perfettamente ogni singolo frammento dell’arte di Rae Martini, sebbene inconsapevolmente: i rottami bruciati di un’automobile in fiamme, impronte digitali di industrie che lavorano nelle periferie, vernice, tanta vernice e poi cemento, catrami, smalti, strappi.

Tutto è sotto i nostri occhi e tutto viene sapientemente riproposto in ogni opera attraverso un’arte viva e pulsante.



Fedele alla storia, coerente con la sua cifra stilistica, ogni elemento preso singolarmente non viene considerato oltre la sua funzione primaria, ma sulla tela l’alchimia sprigionata è unica.

Il suo sito www.raemartini.com

fonte: enquire.it

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