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venerdì 11 gennaio 2013

L'Urban Art di Massimo Mion

fonte: Elapsus


L'Urban Art nasce negli Stati Uniti agli inizi degli anni Settanta da un fenomeno artistico denominato Graffitismo che continua ancora oggi ad essere uno degli aspetti più caratteristici delle aree metropolitane di tutto il mondo.
Le rappresentazioni iniziali non sono altro che delle scritte, delle tag, ovvero le firme degli autori o delle crew che per un bisogno di autoaffermazione o di protesta decidono di rivendicare un diritto o un'area d'appartenenza nei ghetti newyorkesi.
Ben presto quest'arte si trasforma in un fenomeno alla moda, da seguire ed imitare e mentre alcuni, ancora oggi, continuano a considerarla solo una forma di vandalismo, l'Urban Art riceve consensi da parte di critici e intellettuali che vedono in questi disegni un'originale forma d'arte portatrice di grandi contenuti sociali.
Keith Haring, Jean Michel Basquiat, Banksy, sono solo alcuni dei nomi più celebri che hanno fatto e che continuano a fare dell'arte di strada un vero e proprio manifesto alla libertà d'espressione.

Oggi molti artisti hanno scelto l'Urban Art per esercitare la loro creatività, uno di questi porta il nome di Massimo Mion, fotografo e writer veneziano, un'eccellenza tutta made in Italy che abbiamo intervistato per voi.
Chi è Massimo Mion?
Di professione ingegnere, veneziano, classe 1974, mi occupo di edilizia e manutenzione. Nel tempo libero, invece, mi sono dedicato per diversi anni alla fotografia sia in camera oscura che in digitale e, solo di recente, sono approdato alla Street Art.


Come avviene la tua formazione artistica e come comincia quest'avventura nel mondo della Street Art? 
E' iniziato per gioco poco più di un anno fa. Mi hanno regalato due barattoli di vernice ed ho pensato che sarebbe stato divertente fare il mio autoritratto con la tecnica degli stencil. Il risultato è stato buono al primo tentativo e così ho deciso di continuare a sperimentare nuovi soggetti ed a perfezionare la tecnica. Avendo ottenuto interessanti riscontri in breve tempo, ho fatto degli stencil il mio hobby principale ed, ormai, irrinunciabile.

I tuoi lavori sono di una comprensione semplice e immediata ma il procedimento artistico non sembra altrettanto facile. Spiegaci come nasce una tua opera. 
Dipende innanzitutto dal tipo di risultato che voglio ottenere. Quando il quadro vuole avere un contenuto prevalentemente "artistico", parto realizzando degli scatti fotografici che rielaboro poi in un bozzetto a scala ridotta. In questi lavori il taglio fotografico è evidente, e penso che la tecnica degli stencil sia un valore aggiunto rispetto allo scatto iniziale di partenza.
In generale la tecnica prevede la scomposizione della bozza iniziale in chiazze di colore elementari. Una volta perfezionata la bozza, vengono disegnati e ritagliati a mano gli stencils su fogli di cartoncino. Ogni stencil risulta così associato ad un preciso colore e ad un preciso ordine progressivo di utilizzo. Procedendo in maniera ordinata si dipingono le zone ritagliate degli stencil con la vernice acrilica. Si procede quindi a destrutturare il soggetto iniziale permettendo all'occhio dello spettatore la ricostruzione dei dettagli. Quanto più ci si allontana dal soggetto tanto più lo stesso appare ricco di sfumature. L'obiettivo è quello di stimolare il processo di percezione dell'osservatore invitandolo a riflettere sul rapporto tra significante e significato. Quando invece il lavoro è incentrato sull'"ironia", rifletto sul modo in cui vengono percepiti normalmente i vari soggetti e le diverse situazioni, cercando di ribaltare il punto di vista. In tutti i casi cerco di trasmettere il messaggio con immediatezza e senza troppi fronzoli. In questo mi viene in aiuto la tecnica degli stencil, per la quale vale la regola "less is more".

C'è un tuo lavoro al quale sei particolarmente affezionato? Qual è? 
Ogni lavoro ha per me un significato particolare e, in un certo senso, unico. Forse però Pizza, realizzato presso Urban Contest, è uno di quelli più interessanti. Al di là del soggetto divertente e scanzonato, questo lavoro vuole essere anche una riflessione critica sulla nostra nazione. L'Italia, che viene spesso sminuita attraverso il binomio "pizza e mandolino", mai come in questo periodo è stata in balia delle agenzie di rating internazionali, pronte a "sezionarla" in maniera asettica ed impersonale. Ad ogni modo si tratta di una rappresentazione allegorica di buon auspicio: gli unici colori presenti sono proprio quelli della pizza e della tovaglia, che rappresentano la tradizione della cucina italiana.


In Big Bad Wolf, contrariamente a quanto è scritto nella fiaba, raffiguri Cappuccetto Rosso seduta accanto ad un lupo mansueto e dormiente. Come è nata l'idea di sovvertire l'immagine collettiva del lupo cattivo con quella di un lupo calmo e inoffensivo? 
Ho partecipato ad un concorso a Milano per la realizzazione di un murale avente come tema principale "la bontà dei sentimenti". Con un tema di questo tipo il rischio principale è la retorica. Mi sono proposto pertanto di esprimere questo concetto in maniera originale. L'idea di fondo in Big Bad Wolf è che l'osservatore non può dirsi sicuro che il lupo sia realmente mansueto. Potrebbe essere semplicemente addormentato e non essersi nemmeno accorto della presenza di cappuccetto rosso. L'atmosfera risulta però talmente naturale da risultare convincente. La pacata contemplazione di cappuccetto nei confronti del lupo, però, fuga ogni dubbio.

Durante l'Urban Contest 2012, svoltosi l'estate scorsa a Roma, hai raffigurato un ratto stilizzato con la scritta "Sorry. I'm not Banksy". Ecco, che ne pensi di questo street artist che ha fatto dell'arte dello stencil la sua carta vincente e lo ha reso famoso in tutto il mondo? 
Banksy mi ha fatto scoprire le potenzialità degli stencil come strumento artistico ma, al di là della moda che ha generato, penso che sia un grandissimo artista. Ogni suo lavoro è denso di significati. Riesce ad essere sempre molto incisivo trattando i temi del sociale in maniera originale senza mai diventare esplicitamente "politico".


Ci sono altri artisti nel panorama internazionale contemporaneo che hanno attirato la tua attenzione e/o ammirazione? 
Ce ne sono moltissimi. Tra i più interessanti: Terry Border e Fra.Biancoshock.

Progetti futuri? 
Trovare un bel muro in una zona centrale di una grande città per dare sfogo alla creatività senza alcun vincolo.