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mercoledì 30 aprile 2014

THOMAS CANTO | Parallax immersion - di Alessandra Ioalè


Grazie a un piacevole scambio di mails che in questi due mesi sono riuscita a intrattenere con l’apprezzato e conosciuto graffiti e street artist francese, Thomas Canto, ho avuto il piacere di scrivere questo articolo e di conoscere un po’ più a fondo la figura e l’opera eclettica dell’artista, ad oggi impegnato con il suo ambizioso progetto "Gravité B", serie di installazioni il cui nome coincide con quello della sua prima retrospettiva pubblicata da Le Voyageur Editions nel 2012, e per il quale ha portato a termine la sua ultima fatica, “Parallax immersion” di cui vi parlerò oggi.  Canto entra in contatto col mondo del writing agli inizi degli anni Novanta, scoprendo i primi graffiti sui muri del suo quartiere; inizia a conoscere i writers della sua città e a seguirne le tracce usando il nome di Sperone e successivamente Dense. L’artista, rispondendo a qualche mia domanda, racconta come questa disciplina sia poi la base di sviluppo di quella che oggi è la sua peculiare e straordinaria produzione artistica: 

...it is through graffiti that I learn about the colours and the gestures that will permeate in some of my later pieces. My work on letters started according to the codes of graffiti artists like Futura 2000, Lokiss, Mode 2 and other American graffiti legends. Quickly developing interest for other tools and techniques, I was soon to deviate, switching from spray-can to brushes, from wall to canvas whilst keeping urban themes drawn from graffiti. My first walls are only the beginnings which will lead to his work on canvas, the “name” will give room to a deeper study of calligraphy, the oversized shapes of the tags will mutate in vortexes and abstract universes and the walls will turn into infinite cities.

Parallax immersion 2014

La successiva fondazione e direzione della Galleria N2O - la prima galleria specializzata in street-art e graffiti a Lione –  gli permette di continuare a sviluppare il suo lavoro, stabilendo connessioni con artisti di diversa provenienza, e di intraprendere numerose collaborazioni (Marko 93, Doze Segreto Lab, Brusk). Importante nel suo percorso sarà l’incontro con Dare, al cui lavoro ha guardato per anni, che lo inviterà alla Carhartt Gallery a Weil Am Rhein (Germania) - il più grande spazio dedicato all'arte urbana in Europa - dove sarà proprio Gunther Sachs ad acquistare alcune delle sue prime tele. 

Recluse when working on canvas, I also really enjoys group and outdoor collective work, which enable him to confront and mix my ideas. I had thus twice collaborated on a collective piece with Speedy Graphito, YZ, Popof amongst others for a non-profit making organisation. Now, outdoor creations needs a lot of preparation because of their complexity, but I still love to do some anytime. Outdoor will always be the biggest open museum where every artist can exhibit.

Ciò che oggi Thomas Canto realizza è una delle più affascinanti trasposizioni su tela, quella della sua visione personale dell’ambiente in cui vive; una visione astratta e duplicata nell'intreccio disordinato degli impasti della sua vita all’interno della metropoli urbana. Attualmente l’artista sta compiendo un ulteriore passo, il passaggio dalla tela allo spazio tridimensionale dell’installazione; le composizioni diventano strutture immerse in scatole di plexiglass 3D dove i fili di nylon e vernice s’intersecano perfettamente per dar forma concreta alla sua visione architettonica della metropoli.

Parallax immersion 2014


Nel suo lavoro la precisione e l’estetica pura giocano un ruolo fondamentale così come la ricerca tecnica, che affina grazie alla sperimentazione dei materiali e degli strumenti per arrivare ad un’opera sempre più rigorosa quanto fredda, dove la maniacale attenzione al dettaglio conferisce un aspetto quasi industriale alla struttura. Come appunto “Parallax immersion”, l’ultima installazione realizzata dall’artista in cui, come in tutte le altre installazioni della serie Gravité B, mette in scena l'universo architettonico presente nelle sue tele, coinvolgendo lo spettatore in una composizione dinamica e multidimensionale, che lo induce a interrogarsi sulla non-presenza dell’uomo.



Grandi costruzioni architettoniche esteticamente attraenti e belle, proprio per la loro precisione ed estrema astrazione, ma allo stesso tempo senza vita, inabitabili, producono una sensazione di straniamento in chi ne esperisce gli spazi, ponendo le basi per una riflessione sul concetto di bellezza moderna e contemporanea.


Residenza artistica Les Bains - Photo Courtesy Magda Danysz Gallery-Stephane Bisseuil


La purezza dello spazio, la vastità di volumi, le altezze irraggiungibili e gli spigoli vivi: è come entrare in una dimensione altra, in cui lo spazio e il tempo che conosciamo si annullano oltre i consueti limiti di altezza, profondità e larghezza. Siamo forse all'interno di un universo in cui le leggi delle fisica che conosciamo non valgono più? La visione di un'esistenza diversa dove la materia è stirata in varie direzioni e cambia a seconda del punto di vista dell'osservatore. Le costanti non sono più costanti, si sono trasformate in funzioni dipendenti da variabili sconosciute. L'opera porta quindi in una dimensione onirica, un’esperienza fuori dal comune, quella che Thomas Canto vive all’interno della metropoli urbana e cerca di restituire, stupendoci ogni volta di più.

Alessandra Ioalè

Foto di copertina: Residenza artistica Les Bains - Photo Courtesy Magda Danysz Gallery-Stephane Bisseuil 2014

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