VenetoWorld

martedì 4 maggio 2010

NOTHING TO LOSE @ Milano

NOTHING TO LOSE è la nuova esposizione della Biokip Gallery; una collettiva cui parteciperanno circa una ventina d’artisti (italiani e non) alcuni dei quali noti a livello internazionale.
NOTHING TO LOSE è ospitata da uno degli spazi più importanti e originali nel circuito dell’arte ontemporanea a Milano: Assab One (www.assab-one.org) di via Assab 1.
è un’esposizione sui temi di cambiamento e speranza di un futuro migliore, in cui videoinstallazioni e opere creano un parallelismo tra la situazione del ’68 e quella di oggi, invitando il pubblico ad agire e muoversi sì, ma senza commettere gli stessi errori del passato.

… il profumo contagioso della libertà, l’odore acido dei fumogeni, la disordinata fretta della trasformazione, l’elegante compostezza del potere, il suono ipnotico dei sogni, il rumore cupo e grezzo dei sampietrini, l’attesa fiduciosa del cambiamento, la fredda puntualità del “nulla è cambiato”, il sapore dolce dell’illusione, quello amaro del disincanto…

L’insoddisfazione, l’ansia ed il malcontento che ci tengono compagnia oggi, figli dell’incertezza come unica certezza, non sono poi così diversi da quelli che hanno portato i giovani di un paio di generazioni fa a “fare il ‘68”.
In fondo, il mondo che si cercava di ri-costruire nel ’68 era basato su ideali e valori così solidi da rasentare l’utopico ma, a piantargli gli occhi dritti negli occhi a quel mondo ora, si fissa una realtà in cui davvero pochi se la cavano.
Gli squali hanno ancora più fame di prima, il numero di pesci piccoli cresce giorno su giorno (come la sfiducia nel sistema); forse forse qualcosa è andato storto, e in più ci si aiuta di meno, ci si conosce di meno, ci si sorride di meno. Insomma, l’attuale situazione sociale sembra un flash-back del ’68: essere è avere, volere il potere, l’infinito finito di un trito dovere.
I giovani del ’68 assomigliano ai giovani d’oggi, invischiati tra nepotismi, spintarelle, raccomandazioni e favoritismi vari, ma decisi e pronti a muoversi per cambiare le cose, che così non va, che così non si può.
Lo scopo della Biokip Gallery è di incanalare questo fermento così energico (senza prediche e sofismi, ma con ironia e complicità) nella retta via, quella scomoda e difficile, ma l’unica coerente e costruttiva.
La nuova esposizione della Biokip Gallery “Nothing To Lose” non vuole essere una vuota critica contro chi “ha fatto il ‘68”, né vuole generalizzare o banalizzare la generazione in questione. La coerenza, l’impegno, la voglia di fare-cambiare, l’energia creativa di certe persone (quelle che davvero “hanno fatto il ’68, protagoniste di rivoluzioni umane e culturali) sono solo da rispettare e da ammirare.
Piuttosto, ”Nothing To Lose” sarà una sorta di déjà vu creativo, un sogno rivelatore, oppure una “post eventum”, ma soprattutto l’invito, a tutti i giovani e non, di prendere solo il meglio del ’68 (che di buono ce n’è stato) per non ricommettere gli errori di ieri, così che oggi si possa sul serio cambiare il domani. In fin dei conti, sarà un inno alla speranza, una speranza ribelle e rumorosa, una speranza che non s’aspetta le cose cambino da sole, ma una speranza che s’ingegna in prima linea per (cercare di) migliorare la società in cui viviamo.


Gli artisti che prenderanno parte all'evento saranno: 108, aaalice Rosa, Akab, Alberto Garuffio, Alessandro Bertante, Alfano, Bernard Graf, BonsaiNinja, Dario Spinelli, Emiliano Rubinacci, Emilio Corti, Emmanuelle Pacini, Fede Cruz, Inkyung Hwang, Marcello Mencarini, Racoon, Renato Perego, Robo, Silva Ramacci, Sztuka Fabryka, Ufocinque, Digital Genetic Pasta

Assab One è uno spazio espositivo attivo a Milano dal 2002 per iniziativa di Elena Quarestani.
Situato in un edificio industriale che è stato per quarant’anni sede di una nota azienda grafica milanese, la Gea - Grafiche Editoriali Ambrosiane, ospita mostre ed eventi e, tramite l’associazione omonima, produce e promuove progetti culturali e artistici.
Il nome è quello della strada e del numero civico in cui si trova l’edificio, a pochi passi dalla fermata Cimiano della Metropolitana Milanese: una periferia come tante, in cerca di riscatto e di risposte. Assab, il nome di un porto africano, diventa simbolo di un possibile luogo di incontro e di scambio tra soggetti, realtà e culture differenti: Assab One, uno spazio fisico e ideale, aperto al quartiere e alla città, in costante dialogo con gli artisti e con iniziative e istituzioni affini, in Italia e nel mondo.

Come raggiungere Via Assab
In auto: Dal centro imboccate via Palmanova, al primo semaforo svoltate a sinistra e proseguite sul controviale, dopo 200 m ancora a sinistra in via Benadir, via Assab è la prima via a destra
In bici: Seguite la pista ciclabile lungo il Naviglio della Martesana
Metro: MM2 Cimiano (linea verde)
Bus: 53, 51
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