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venerdì 22 ottobre 2010

Mosaici e Cubi di Rubik di Invader in mostra a Roma

L’atteraggio a Roma di Invader era cominciato a Luglio. Gli abitanti della capitale con l’occhio attento verso i minimi cambiamenti dell’arredo urbano lo avranno notato. Con la mostra che inaugura domani sabato 23 ottobre 2010 (h 18) nello spazio Wunderkammern (via Gabrio Serbelloni 124), la conquista della città eterna si fa più consistente.

L’allestimento Roma 2010 & other curiosities (Roma 2010 e altre curiosità), visitabile fino al 21 dicembre, gode infatti del patrocinio di Regione Lazio, Provincia di Roma e Comune di Roma e del supporto critico di Achille Bonito Oliva… non male per un artista che solitamente lavora nell’illegalità. Ma naturalmente per Invader si fa questo e altro, visto che il 41enne parigino è uno dei principali protagonisti della ’street art revolution’ raccontata da Banksy nel suo film Exit through the gift shop.

La sua fama, si sviluppa a partire dall’idea di riproporre per strada i personaggi pixelosi di Space Invaders (1978), nipponico titolo che ha fatto la storia dei videogiochi. Le gallerie di tutto il mondo l’hanno ormai consacrato, ma la sua pratica nasce come interferenza attraverso cui tracciare percorsi e sentieri nello spazio pubblico. Una sorta di deriva situazionista, ben documentata nelle mappe dei suoi interventi, che mette a disposizione di tutti.

A partire dunque da una ricerca iconografica che pesca nelle immagini presenti nella memoria collettiva e intergenerazionale, Invader sviluppa un linguaggio, anzi più d’uno. Ci sono i mosaici (che mi piacciono meno visti in galleria) e ci sono soprattutto i lavoro tridimensionali realizzati con i Cubi di Rubik.

La mostra alla Wunderkammern presenta proprio i Rubikcubism masterpieces, che rivisitano dei topoi della storia dell’arte e dei miti della società pop. Sarà inoltre presentata la mappa dell’invasione di Roma. Ultima nota da sottolineare, l’interessamento dell’arte ufficiale – nei panni del critico Bonito Oliva, alla street art.

fonte http://www.artsblog.it

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