VenetoWorld

giovedì 3 marzo 2011

Intervista a mrTosh/Nick


Quando hai iniziato ad occuparti di street art?
Ho iniziato a interessarmi al writing all’incirca nel 1995. Inizialmente come semplice “osservatore” cercando di capire i diversi aspetti della cosa; successivamente mi sono scelto un nome con le lettere che piu mi piacevano e mi sono messo a disegnare molto su carta, sperimentando il piu possibile prima di prendere gli spray in mano. Una volta che avevo piu o meno chiaro quello che volevo fare ho cominciato a dipingere tentando diversi stili e diverse tecniche, fino a quando con il passare del tempo ho piu o meno individuato quello che mi piaceva fare ma soprattutto il tipo di risultato che volevo raggiungere…

Perché questo tipo di scelta, cosa ti ha spinto ad occuparti di un settore che, ora vive un momento positivo, ma comunque non è considerato da tutti arte.
Nel 1995 avevo 16 anni e, sinceramente l’idea di considerare il writing come arte non mi passava assolutamente per la testa e anche ora non ne sono del tutto sicuro…
Le ragioni di quel periodo erano semplicemente la passione, il lato illegale della cosa che indubbiamente mi attirava, la voglia di farsi vedere in giro e di fare qualcosa di diverso dal solito, ora le cose non sono cambiate molto, dipingo principalmente per passione e per un mio desiderio personale di migliorarmi continuamente e ovviamente per divertirmi.
Il fatto che comunque non venga considerata un’arte non mi tocca da vicino, non ho mai cercato l’approvazione o la considerazione di galleristi o curatori di mostre, nonostante faccia tele e sculture la cosa non mi ha mai interessato piu di tanto, preferisco mantenere quello che faccio nel “circuito” del writing; non è un discorso di presunzione, semplicemente ciò che voglio comunicare non appartiene ad una galleria e dubito possa essere compreso fino in fondo da persone totalmente esterne al mondo del writing.

Ti occupi anche di 3D modelling e animazione. E’ stata una scelta successiva all’aerosol art e quanto questo tipo di studi ha influenzato il tuo stile di artista urbano?
Principalmente mi occupo di post-produzione video e parte del mio lavoro comprende anche la modellazione e l’animazione 3D per pubblicità e sigle tv. Ho sempre avuto la passione per l’architettura e per strutture di ogni tipo e il fatto di poter gestire questo genere di cose per lavoro è stata una scelta quasi automatica, ma non direi che ha influenzato eccessivamente il mio stile per quanto riguarda il writing, semplicemente ha migliorato la mia capacità di affrontare determinate cose come lo studio sulle mie lettere e sulle colorazioni da adottare. Ovviamente niente di quello che faccio sui muri è prima realizzato al computer.

Artisti che ammiri e colleghi di “strada” che rispetti.
Non penso che mettersi qua a fare i nomi di chi rispetto serva a qualcosa, tranne probabilmente ad aumentare l’ego di chi nominerei…
Principalmente i miei amici, le persone con cui dipingo da piu di dieci anni sono quelle che rispetto di piu, sia per le innumerevoli situazioni passate insieme che per il rispetto e l’affidabilità che mi hanno dimostrato nel corso del tempo. Senza dubbio poi ci sono decine di persone che rispetto ed ammiro per ciò che hanno realizzato molto prima di me e nel corso del tempo, ma come ti ho già detto ritengo sia inutile nominarle.

Che opinione di sei fatto riguardo all’interesse recente verso questa espressione artistica? Ad esempio ora esce nelle sale un film italiano “scrivilo sui muri” con storia ambientata nel mondo dei writer che però non è un documentario.
Non credo che tutta questa attenzione per il writing e la street art in generale sia una cosa di cui “fidarsi”, non è una cosa del tutto nuova almeno…. è sempre successo in questo paese, un giorno dicono che quello che facciamo è da considerare come arte e il giorno successivo vengono istituite squadre “antiwriters” o leggi speciali per bloccare il “fenomeno dei graffiti” nelle città, la coerenza non è mai stata il punto forte di questo paese. Credo sia necessario fare molta attenzione a chi si propone come tramite per “spiegare” il mondo della street art in generale alla gente che non la conosce…se diamo “carta bianca” a personaggi che vogliono sfruttare a loro favore il mondo del writing e della street art rischiamo di fregarci con le nostre stesse mani.
Questa cosa del film che sta uscendo poi, per come la vedo io peggiorerà la situazione. Creerà centinaia di ragazzini che per emulazione riempiranno le città di scritte per la loro ragazza o roba simile, smetteranno nel giro di un mese (nel migliore dei casi) e lasceranno le città devastate peggio di quanto lo sono ora.

Come vivi l’anonimato (visivo), per vanità vorresti mai farti vedere?
Per quanto mi riguarda, sono sempre stato una persona abbastanza riservata, sia per il writing che per il resto delle cose nella mia vita, quindi questa sorta di anonimato visivo, come dici te, non mi ha mai pesato, non ho mai sentito la necessità di andare in giro a dire chi sono o cosa faccio per semplice vanità o voglia di apparire. Ovviamente poi “nell’ambiente” ci si conosce un pò tutti, quindi non credo si possa parlare di vero e proprio anonimato.
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