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venerdì 6 giugno 2014

Hybrids - Ibridazioni di stili nella personale di Corn79 - Intervista di Alessandra Ioalé




Oggi dedico la mia attenzione alla scena italiana con l’intervista a un altro dei più attivi, produttivi e originali interpreti del post-graffitismo, Corn79. Writer e artista che vive e lavora a Torino ma si fa conoscere nel panorama internazionale, distinguendosi per uno stile geometrico astratto, ricercato e peculiare nelle costruzioni compositive, con cui dà corpo a visioni personali. La sua prima personale allo Studio D’Ars di Milano, che inaugura il prossimo 10 Giugno, sarà l’occasione per presentare al pubblico il bellissimo progetto Hybrids, al quale sta lavorando da molto tempo e col quale porta su tela lo stesso concetto di collaborazione che normalmente i writers portano su muro, con la differenza che “le opere sono vere e proprie ibridazioni tra gli stili dei due artisti coinvolti”.  Un confronto acceso e positivo con se stesso e, allo stesso tempo, tra artisti legati da reciproca stima, che fa emergere e mostra le qualità tecnico-espressive e le potenzialità estetico-formali del linguaggio artistico di Corn79.

Alessandra: Oggi Corn79 è conosciuto come uno dei più singolari e attivi interpreti del post-graffitismo italiano. Come ti sei approcciato al writing e come ti sei mosso nella scena italiana?


Corn79


Corn79: L’approccio al writing è nato in maniera casuale, vedendo alcune tag in giro per le strade di Imperia nell’estate del 1996. Fino a quel momento non mi ero mai fermato a pensare a cosa si potesse celare dietro i graffiti e non li avevo mai veramente presi in considerazione. Da quel punto in avanti una lunga serie di eventi più o meno casuali e fortuiti hanno portato a modificare la mia vita in maniera radicale, nel bene o nel male dal 1996 i graffiti sono entrati nel mio quotidiano e mai ne usciranno. Fondamentale nel mio percorso è stato conoscere Fijodor, Sushi (Non smetterò mai di pensarti amico mio), Odio e gli altri ragazzi con cui fondammo l’ADC, la nostra crew storica che mi ha formato sia in campo artistico che personale. Altro tassello importante, a cavallo tra la fine dei Novanta e l’inizio degli anni Duemila, è stata l’Others crew e l’inizio di un’intensa attività legata alla mia città: Torino. Ho sempre frequentato molti personaggi della scena italiana ed internazionale, anche se penso di aver viaggiato poco rispetto a molti altri. C’è sempre stato un legame forte con la scena toscana, probabilmente per affinità caratteriali coi ragazzi di zona.


Corn79+MRFijodor+DMS+Zed1, Catania 2014


A: Dall’inizio del tuo cammino artistico, quali sono stati e sono i tuoi punti di riferimento e le tue fonti d’ispirazione?
C: Per quanto riguarda i graffiti senz’ombra di dubbio la scena del nord e dell’est Europa, non sto a citare nomi in particolare perché sono troppi!
Dal punto di vista artistico (tralasciando il writing) le correnti che m’influenzano sono tutte quelle legate all’astrattismo ed alle rappresentazioni grafico/geometriche, in special modo l’Op Art, l’arte visionaria e psichedelica e l’espressionismo astratto, ma anche correnti di stampo modernista. Anche l’arte orientale e sacra influenza molto i miei lavori, ma nessuna di quelle citate rappresenta il mio punto di partenza, sono per la maggior parte influenze di tipo estetico che hanno ispirato il mio percorso e che hanno dato una struttura al mio immaginario. Quello che influenza maggiormente i miei lavori sono i miei pensieri e la mia vita, le mie esperienze, i miei viaggi e le persone incontrate. In tutto questo fondamentale è stato anche conoscere personaggi di spicco della scena nazionale ed internazionale che mi hanno aperto la mente e dato nuove prospettive di crescita (da Etnik a Blu passando per Aryz e Kofie, per citare alcuni di quelli che stimo maggiormente).


Etnik e Corn79


A: Sei artista e allo stesso tempo organizzatore di eventi e festival di respiro internazionale, come StreetAttitudes e Picturin a Torino. Come concili le due cose? Una influenza l’altra o riesci a mantenerle separate?
C: Ovviamente le due cose viaggiano di pari passo, i miei metodi di lavoro e la mia sensibilità sono sempre gli stessi sia che si tratti di far dipingere un muro a qualcuno sia che debba dipingerlo io. Fino ad un certo punto ho sempre cercato di non dipingere ad eventi che organizzavo personalmente per una questione di correttezza ma poi ho cambiato opinione, in questo mondo in pochi sono corretti e dietro agli eventi che organizzo ci perdo anni di vita, per cui perché non dipingere se ce n’è la possibilità? Il problema più grande dietro a questo punto è sempre il tempo, conciliare lavoro (quello che mi dà da vivere), organizzazione e pittura diventa sempre più difficile.


Corn79


A: Ci puoi descrivere il passaggio dallo studio del lettering, proprio del mondo del writing, allo studio del complesso sistema geometrico del simbolo del mandala, che caratterizza tutta la tua produzione artistica oggi?
C: Non c’è stato un vero e proprio passaggio nel senso che i lettering continuo a farli (pochi pezzi all’anno da molti anni oramai) e a questo ho affiancato la mia produzione murale astratta. Entrambe le cose si influenzano a vicenda, gli sfondi dei pezzi prendono dalla mia ricerca geometrica e i miei muri astratti prendono dallo studio cromatico sviluppato negli anni coi pezzi. Il mandala e più in generale le figurazioni geometriche che rappresento nascono dalla mia produzione grafica, dai flyer ed immagini realizzati per contesti legati alla scena musicale elettronica. A un certo punto ho voluto mettere alla prova me stesso e cercare di riprodurre quello che facevo col computer a mano, su grande e piccola scala, inventandomi tecniche e passando nottate insonni.


Corn79


A: Parlami del tuo rapporto con la produzione di opere urbane e opere d’arte da galleria, ovvero tra la produzione su muro e quella su carta e tela. Sono in conflitto o seguono una linea di sviluppo indipendente ma complementare?
C: Sono totalmente complementari: la tela è il luogo, dove nasce la sperimentazione e lo studio delle forme; il muro lo scopo finale, il luogo dove le ore di studio prendono vera forma.


Corn79 - Icone 5.9 Modena 2013


A: So che è da molto tempo che stai preparando questa tua prima personale dal titolo “Hybrids” allo Studio D’Ars di Milano. Davvero atipica per essere definita tale. Ci puoi parlare del progetto? Qual è l’idea che vi sta dietro? Con quali artisti ti presenterai? Ma soprattutto cosa ha significato per te realizzare opere su tela in collaborazione con altri artisti anche molto distanti da te per poetica, stile e ricerca formale?


 Hybrids, Corn79 e Andrrea


C: Hybrids è la mia prima personale collettiva, una personale atipica perché propone solo pezzi realizzati a due mani con vecchi e nuovi amici. Il concetto è quello di portare su tela quello che è un punto fondamentale dei graffiti e del getting up, ovvero la collaborazione fra artisti. E’ stato un lavoro veramente lungo, stare dietro a tutti è veramente difficile e stancante, ma mi ha permesso di sperimentare un sacco di nuove soluzioni, di consolidare vecchie amicizie e di trovarne di nuove. Mettersi alla prova è l’unica maniera per crescere e collaborare con altri artisti è per me uno dei metodi migliori. 


Corn79+108 per Samo2014


Gli artisti coinvolti nel progetto sono 108, Andrrea, Aris, Etnik, Eon75, Fabrizio Visone, Francesco Barbieri, Giorgio Bartocci, Giulio Vesprini, Hide, Jeroo, Made514, MrFijodor, Proembrion, Rems182, Reser, Romi, Ruas, Vesod, Zoer, ZorkMade, molto probabilmente un paio di questi non saranno esposti nella mostra del 10 giugno per ritardi nella produzione, ma questa è solo la prima tappa espositiva di un progetto che è in costante crescita.


HYBRIDS_Corn79+108


HYBRIDS_Corn79+Aris

HYBRIDS_Corn79+RSR


Info: 

Foto di copertina: 
Corn79+Etnik the wall out of the 1AM Gallery

Intervista di Alessandra Ioalé



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