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mercoledì 9 luglio 2014

Indoor / Outdoor a Pisa - Report di Alessandra Ioalé


Come annunciato tempo fa, tra maggio e giugno 2014 il progetto Indoor/Outdoor di Pisa ha preso vita e si è sviluppato regalando al pubblico sei pareti esterne sparse per il tessuto urbano della Città e una grande collettiva inaugurata al Centro SMS di Pisa lo scorso 13 Giugno.
Le sei opere murali realizzate rispettivamente da Francesco Barbieri alla residenza studentesca I Praticelli (Ghezzano, San Giuliano Terme), Lineapiatta e Giorgio Bartocci alle scuole Zerboglio, vicolo Scaramucci (Pisa), Aris ed Etnik al cavalcavia dell'Aeroporto di Pisa, Soap The Wizard alla Palestra Comunale di Oratoio (Via Castelfidardo Pisa), sono il frutto, come scrive nel suo testo critico Pietro Rivasi, della coraggiosa, lungimirante decisione presa dalla Città di Pisa nel “riservare alcune pareti all’uso di hall of fame completamente libere, dove chiunque potrà realizzare le sue opere senza affiliazioni di alcun tipo e per un tempo indeterminato… un approccio innovativo che sancisce la nascita di incubatori “outdoor” per nuovi talenti, garantendo contemporaneamente il rispetto dei principi fondamentali dell’arte urbana (tutti possono esprimersi liberamente) e la tutela delle infrastrutture che si vogliono preservare, assicurando alla città un maggiore decoro.”

Francesco Barbieri

Lineapiatta

Giorgio Bartocci

Giorgio Bartocci

L’esposizione all’SMS di Pisa, Centro di cultura contemporanea della Città, racconta invece ciò “che può essere definito post graffitismo, ovvero l’evoluzione di artisti che, nati e maturati come writer, hanno sviluppato sensibilità e necessità espressive tali per cui il solo lettering applicato alle infrastrutture è diventato – col tempo – incapace di raccontarli in pieno, spingendoli verso poetiche nuove. Disciplina per definizione senza regole, il writing ha però codici precisi e limiti che possono diventare asfissianti, superati i quali si trasforma in qualcos’altro, per entrare in un ambito nel quale sono ancora le pareti delle città a risultare il supporto privilegiato, ma che si completa con l’ingresso nelle gallerie d’arte, deputate ad aggiungere possibilità e libertà agli artisti e a fornire ciò che la strada da sola, in qualche modo, non è più in grado di garantire” (Pietro Rivasi, 2014).

Insieme Mostra - Photo by Etnik

Il progetto Indoor/Outdoor, costruisce il suo carattere innovativo (insito nel nome stesso dell’evento) su due aspetti fondamentali e complementari di questa disciplina “più che mai attuale, che nasce in strada ed evolve fino ad entrare in gallerie, musei e case, senza perdere nulla della sua energia e del suo messaggio. Le opere, tanto quelle realizzate outdoor quanto quelle pensate per essere viste indoor, risultano frutto della forma mentis plasmata dal writing, vero valore aggiunto di questo movimento artistico. La differenza viene determinata dall’adattamento alle differenti condizioni che la strada e la galleria mettono a disposizione, le diverse possibilità materiali. Sarà quindi interessante assistere al modo in cui gli artisti si rapportano a un grande muro, alla tela o a una carta di dimensioni anche molto ridotte: la differenza nelle tecniche, l’approccio coi dettagli e le variazioni relative al rapporto tra le opere e il contesto ” (Rivasi, 2014).
Questo progetto quindi realizza un perfetto parallelismo tra opere dipinte su muro e su tela, mostrando al pubblico come ognuno dei sei artisti agisca e riesca a portare la propria ricerca su muro e come invece “declina a suo modo l’esperienza di writer, alcuni prediligendo l’arte figurativa, altri ricorrendo ancora una volta a quelle lettere che li hanno accompagnati durante tutto il percorso artistico”.

Etnik

Soap

Lascio ora completo spazio alle parole scritte da Pietro Rivasi per la descrizione di ogni artista corredate dal recap completo di immagini della mostra.

Francesco Barbieri, attraverso la rappresentazione grafica e spettrale di paesaggi urbani, città e mezzi di trasporto che dovrebbero brulicare di vita, racconta la percezione di chi attraverso l’arte ricerca di dare vita a luoghi effettivamente sovraffollati, ma totalmente privi di umanità.

Francesco Barbieri - Indoor Outdoor - Photo Sanantonio42

Francesco Barbieri - Indoor Outdoor - Photo Sanantonio42

Personaggi umani e umanoidi, animali e pattern astratti sono invece i motivi ricorrenti di Aris e Giorgio Bartocci, due artisti che usano linguaggi e tecniche differenti ma le cui opere derivano dalle lettere con le quali hanno composto i loro nomi per più di 15 anni, prima che l’evoluzione li portasse a manipolarle a tale punto, da sublimarle in rappresentazioni figurative.


Aris - Indoor Outdoor Photo by Etnik

Giorgio Bartocci - Indoor Outdoor Photo by Sanantonio42

Le lettere rimangono invece protagoniste del lavoro di Lineapiatta, nome dietro il quale si cela un collettivo, ma anche in quello di Etnik e Soap the wizard che propongono opere direttamente derivate dal writing. Etnik “scolpisce” il suo nome in lettere tridimensionali, strutture imponenti ma allo stesso tempo così leggere da dare vita a città fluttuanti, mondi sospesi dove cemento e natura si compenetrano in una raffigurazione critica e fantastica della realtà. L’habitat del writer viene quindi rappresentato e dipinto dalle lettere e dai volumi che le intersecano, creando un raffinato gioco di mise en abyme.

Etnik - Indoor Outdoor - Photo by Etnik

Etnik - Indoor Outdoor - Photo by Etnik

Un approccio istintivo, quasi antitetico, caratterizza invece le opere di Soap the wizard, la cui ricerca sul lettering arriva all’estremo trasformando l’esercizio calligrafico in logo­ design e pura grafica: partendo dalle radici del writing, le lettere e le colorazioni dei primissimi dipinti comparsi sulle subway newyorchesi all’inizio degli anni 70, arriva alla creazione di un linguaggio proprio, in cui spesso un elemento prende il sopravvento, divenendo simbolo e sostituendosi alla firma.”


Soap - Indoor Outdoor - Photo by Sanantonio42

Lineapiatta, collettivo costituito da Massimo Sospetto e Daniele Tozzi, coniuga calligrafia, grafica e tipografia. Campiture compatte e monocromatiche, linee taglienti e nette proprie della grafica vettoriale sono il manifesto di Massimo Sospetto. Il senso di freddezza e precisione che emana dalle sue opere realizzate per gli spazi espositivi, grafiche realizzate a computer stampate ed applicate su supporti diversi, si ritrova inalterato nei lavori realizzati artigianalmente su muro, frutto di una tecnica maniacale maturata con infinite ore di pratica ed esercizi di ripetizione.


Massimo Sospetto (LineaPiatta) - Indoor Outdoor - Photo by Sanantonio42

Massimo Sospetto (Lineapiatta) - Indoor Outdoor - Photo by Etnik

Daniele Tozzi reinterpreta invece quella che può essere definita la “madre nobile” del writing, la calligrafia, creando calligrammi, scritte che compongono disegni. Un esercizio puramente grafico, linee nette e tinte piatte, che, attraverso l’interpretazione frutto dell’esperienza di writer, attualizza una pratica “uccisa” da Gutenberg nel XV secolo.”

Daniele Tozzi (Lineapiatta) - Indoor Outdoor - Photo by Etnik


La mostra rimarrà aperta fino al 13 luglio presso Centro Espositivo SMS di Pisa. www.indooroutdoor.it"

Foto di copertina: Etnik - Installazione cortile interno SMS Pisa Indoor Outdoor


Alessandra Ioalé

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