VenetoWorld

giovedì 27 agosto 2015

Ceres torna ad accendere con il colore la strada


C'era da aspettarselo che quei furboni dell'ufficio marketing della Ceres avrebbero cavalcato la street art per promuovere il loro prodotto. L'avevo intuito nelle precedenti campagne pubblicitarie in TV, quando solo io in tutto il nucleo familiare guardavo lo spot solo per l'ambientazione street che gli avevano dato. Da lì alla strada vera, quella che ogni giorno noi viviamo, il passo è breve (ma non così scontato).

Torino e Napoli: questo post pare fatto appositamente per me! Due città che negli anni ho imparato a conoscere e apprezzare nell'intimo, dove il turista non osserva, nei suoi angoli più segreti. Per me, nato in un piccolo paese di campagna, la città e i suoi colori erano un'attrattiva unica e ogni visita la pregustavo come un bambino che aspetta il Natale.



Buzzoole
Ho conosciuto virtualmente Riccardo, in arte "Corn79", qualche anno fa per un progetto che stava seguendo con il suo collettivo artistico "Il Cerchio e le Gocce" e ho sempre apprezzato il suo lavoro e la sua tecnica raffinata. Ho avuto la fortuna di incontrarlo di persona all'ultima edizione di Elementi Sotterranei a Gemona del Friuli (UD) e ho capito che oltre ad essere un artista stimabile è anche una persona stupenda. I furboni dell'ufficio marketing di Ceres hanno colpito nel segno con lui visto che rappresenta in pieno la voglia di rivoluzione artistica che una città tradizionalista come Torino cela. Il suo lavoro "Blu Cerebrale" a San Salvario, quartiere centrale della città, è una perfetta sintesi della sua evoluzione stilistica, basata sull'alternanza di linee rette e cerchi perfetti su una base cromaticamente velata, quasi a voler catturare l'occhio dell'osservatore e volerlo accompagnare in una passeggiata nei meandri della sua opera pittorica.

Rosk & Loste ho avuto la fortuna di conoscerli sempre all'ultima edizione della manifestazione friulana ma già da qualche tempo seguivo le loro mirabili imprese artistiche online. Devo dire che, personalmente, non ho mai visto due paia di mani così abili nell'arte del ritratto spray come le loro. Sono letteralmente rimasto basito dalla loro capacità di ritrarre i soggetti nel dettaglio, senza tralasciarne alcun segno distintivo, nemmeno quello che all'occhio dell'osservatore attento può sfuggire. In parole povere, delle macchine fotografiche umane. Per non parlare di Maurizio e Mirko, i loro alter-ego nella vita reale, che sono veramente due animali da festa: la loro solare sicilianità traspare in ogni occasione, sempre pronti a ridere e a scambiare qualche battuta.


Nel Parco Merola di Ponticelli, estrema periferia orientale di Napoli, nuovo centro nevralgico della street art campana, l’opera di Ceres si fonde con la partecipazione e con le visioni degli abitanti del quartiere e del Parco.


"Napule è mille culure" cantava l'indimenticato Pino Daniele, nato poco lontano dal campetto di cemento in cui i due artisti siciliani hanno dipinto sulla parete cieca di un palazzone due scugnizzi che potrebbero benissimo popolare le strade e le piazze partenopee con la loro passione calcistica. Perché Napoli è TANTA passione calcistica, in ogni viuzza le urla dei bambini che giocano a calcio riempiono l'aria di spontanea vivacità. Mille colori ma soprattutto l'azzurro del mare, del cielo e della maglia tanto amata in città. Napoli è Diego (il cognome è superfluo), Napoli è distaccamento di quella caotica Argentina così geograficamente lontana ma così caratterialmente attigua. Napoli è "Vedi Napoli e poi muori", come la dipingeva il regista Riccardo Freda nell'omonimo film.


E la prossima volta che vado a dipingere in sottopasso mi porto dietro anch'io una Ceres! Oderzo non sarà Torino o Napoli ma sicuramente aiuterà a sentirmi meno lontano!
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