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mercoledì 8 luglio 2009

[Stencil] - Sten & Lex @ Il Mucchio


Il Mucchio di luglio-agosto (in edicola) pubblica un’intervista di cinque pagine a -sten- e Lex, che per l’occasione hanno creato personalmente la copertina della rivista.

Riportiamo qua il titolo, l’intro e alcuni punti toccati nell’articolo:

Mare verticale
Street Art. Due firme prestigiose e pionieristiche della rivoluzione Stencil capitolina, -sten- e Lex, si raccontano conducendoci nel cuore di quel mare verticale, così “inquinato” da segni e immagini,
tanto sferzante e perturbante quanto fragile e seducente.
di Andrea Provinciali

”Per fare uno stencil non devi essere per forza un abile disegnatore, è più importante ricalcare bene il disegno ed essere precisi nel ritagliarlo. […] Lo studio della tecnica è molto importante, tuttavia non vogliamo sentirci prigionieri delle nostre abilità e ci piacerebbe che la gente cominciasse ad apprezzare i nostri lavori per ciò che esprimono e non per quanto sono precisi o realistici”.
”Col tempo sto cercando di eliminare il pop dai miei lavori. La scelta di persone anonime è il primo passo”.
“…Già da tempo sentivamo l’esigenza di cercare dei soggetti non famosi che riuscissero ad esprimere sentimenti, e il periodo di ricerca fotografica è stato importante perché ci ha permesso di sperimentare, reinterpretare, umanizzare i no­stri personaggi. È il caso del poster al Pigneto con i due ragazzi che si abbracciano, diventato poi il simbolo del quartiere”.
”È molto difficile che un’opera di street art diventi parte armoniosa del paesaggio”.
”La nostra arte è imposta e violenta, nessuno ci chiede di fare le nostre cose sul muro a parte alcune commissioni”.
”…non abbiamo pretese di spiegare che significato abbiano le nostre opere, una volta che entrano in strada non ci appartengono più, appartengono alla città”.
”Il bello della street art è che non ha regole stilistiche o contenutistiche cui riferirsi. Non ha uno scopo, è un macro fenomeno che non ha una direzione, è composto di nomi di singoli che esprimono ciò che vogliono e come vogliono. è appena nata e non si sa che piega prenderà”.
”I nostri lavori sono pensati in base a queste condizioni, devono deteriorarsi, invecchiare, scomparire; sono tracce che vivono per morire”.

INFO: www.ilmucchio.it


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