VenetoWorld

martedì 20 aprile 2010

Gavinana Reloaded - Street culture per ripartire


Gold- your street dealer-, in collaborazione con il Bar Argentina e Switch - creative social network presenta a Firenze Gavinana Reloded presso l’EX3, in viale Giannotti 81/82/83.

Il 23 e il 24 Aprile dalle 19 e il 25 dalle 14, con ingresso gratuito, ci saranno dj Shinjin e Strana che faranno da contro altare ad una performance pittorica di grande impatto visivo realizzata da Luca Barcellona insieme a Dem, sull’onda del wall painting reso noto da artisti come Blu, Run e Ericailcane.
In un’altra sala ci sara' invece la danza contemporanea di Margherita Landi che ballera' all’interno di un’installazione ausiliare realizzata da Arty Jane, che vuole rappresentare la variegata costellazione di una realta' creativa sotterranea e vitale.

Gold, progetto poliedrico nato a Firenze nel 2003, vuole riportare la cultura street, la toy art, il writing e le performance audiovisive a Gavinana, zona semiperiferica di Firenze non piu' vissuta dopo la chiusura del CPA, Gavinana Relodead, appunto per farla ripartire.
Il territorio di frontiera tra underground, arte contemporanea e cultura pop e' da tempo zona di riferimento per le piu' interessanti sperimentazioni attuali.
Gold si muove da anni proprio in questi spazi e ha come mission quella di raccogliere e catalizzare energie creative e innovatrici
Nasce quindi naturale l’idea di collaborare con lo spazio EX3 allo scopo di far confluire in un evento tutte le diverse sfaccettature di questo territorio culturale.
La speranza e' quella di provocare, creare attenzione, promuovere l’idea di una Firenze al passo con le altre grandi citta' d’arte europee.

Biografie

Dem
Marco Barbieri
In arte DEM nasce a Codogno nel 1978.
Nel 2002 si diploma con il massimo dei voti in computer grafica presso l’Istituto Europeo di Design di Milano. Come un moderno alchimista crea personaggi bizzarri, creature surreali, abitanti di uno strato impercettibile della realta' umana. Multiforme ed ironico, le sue opere che spaziano dal wall-painting all'illustrazione e dalla pittura su tela all'installazione danno vita a un linguaggio simbolico che invita ad elaborare un proprio codice d'accesso per questo mondo enigmatico ed arcano.
Nel 2002 presenta una videoinstallazione dal titolo "Industrie Peveralli" realizzata con la supervisione di Studio Azzurro.
Nel 2005 continua a dipingere fabbriche abbandonate lungo le strade delle principali citta' italiane e straniere tra cui Milano, Roma, Firenze, Genova, Bologna, Torino, Termoli, Ancona, Cremona, Palermo, Berlino, Copenaghen, Helsinki, Barcellona, Valencia, Nantes, Rennes e Neuchatel; risalgono a questo periodo collaborazioni con diversi artisti locali e la realizzazione di opere in grande scala.
Nel 2006 partecipa a diverse esposizioni in Italia e in altri Paesi d’Europa realizzando sia pitture murali che installazioni.
Nel 2007 vince il concorso Movin’ Up/GAI - Giovani Artisti Italiani e tiene la sua prima mostra personale alla Oro Gallery di Goteborg in Svezia e altre collettive al Pac di Milano e alla Stazione Termini di Roma.
Nel 2008 espone alla Scion Installation di Los Angeles negli Stati Uniti, all'Auditorium ARTE di Roma, alla Cripta 747 di Torino.
Nel 2009 e' la volta del Mohs di Copenaghen, del Museo MADRE di Napoli e dell'Apostrophe Gallery di Hong Kong. Di lui hanno scritto: La Repubblica, il Corriere della Sera, D la Repubblica delle Donne, Metro e Nusign art-in-progress magazine.
Vive e lavora a Codogno (Lo).

Luca Barcellona
All’origine del lavoro di Bean One vi e' la sapiente capacita' di mescolare calligrafia, writing e graphic design. Co-fondatore del collettivo Rebel Ink, con il quale dal 2003 ha proposto in numerose citta' italiane live perfomance dal forte impatto stilistico, Bean One vive a Milano, dove collabora con diversi artisti dell’ambiente underground e con importanti brands del fashion system, dalla sua mano nascono composizioni spesso ispirate alle sinuose forme della natura, che colpiscono per rigore e carica gestuale.

BIO DANZA:

Mooroom

Lo spazio performativo si compone di una stanza ruotata di 90 gradi; una telecamera sottoposta alla stessa rotazione che riprende la stanza; una proiezione video esterna allo spazio performativo collegata in contemporanea alla telecamera.
La proiezione rende dunque l'immagine di una normale camera, senza rivelare la rotazione. Tre figure umane si trovano nell'installazione e, interagendo con lo spazio, svelano lentamente stranezze gravitazionali.
La performance di danza, che si sviluppa nell'installazione, e' basata sui principi della composizione istantanea, permettendo dunque un'interazione diretta col pubblico che diventera' parte integrante della performance/installazione. In questo modo si creano piu' strati visibili, infatti la presenza anche parziale dello spettatore della performance live, indurra' il pubblico della proiezione a chiedersi “sono le danzatrici o il pubblico a camminare sui muri?”

L'obiettivo della performance/installazione e' porre lo spettatore in una condizione di disorientamento e di dubbio, riflettendo la condizione della societa' contemporanea in modo leggero e divertente. L'inspirazione nasce da una riflessione su tematiche principalmente antropologiche, che riguardano l'ambito della comunicazione interculturale.
Nella visione locale e globale “sono 2 gli aspetti” come ci suggerisce Ulf Hannerz “che in particolare sembrano influire sulle regole dell'organizzazione culturale, rendendole oggi differenti rispetto al passato: la mobilita' degli esseri umani e la mobilita' dei significati e delle forme significative attraverso i media”.
Questa mobilita', moltiplicando le prospettive, puo' generare un sorprendente disorientamento, che sulla scia di Escher abbiamo deciso di rappresentare cambiando i punti di riferimento a un luogo dato.

Margherita Landi
Danzatrice contemporanea. Proveniente da una formazione classica, diplomata presso l’ISTD come insegnante di metodo Cecchetti nel 2002. Si e' poi focalizzata sulla danza contemporanea studiando con i piu' importanti nomi della scena fiorentina come Company Blu, Simona Bucci e Paolo Mereu. Ha poi perfezionato i suoi studi a Londra presso il centro di danza contemporanea del Trinity Laban. Ha collaborato con giovani gruppi di danzatori indipendenti (Beseco' e FuoriLuogo) portando avanti con loro ricerche e spettacoli nel campo dell’improvvisazione, della composizione istantanea mischiata con discipline di diversa natura come giocoleria, mimo, teatro. Laureanda in Antropologia culturale presso l’universita' di Siena.

Nancy Kaczmarek
In arte Arty Jane from the Waste

Di nazionalita' francese, ma dei suoi 33 anni ne ha passati molti in giro per l'Europa. Vanta la partecipazione ad alcuni dei collettivi piu' interessanti degli ultimi 20 anni, quali ELXT 90, Tomawak e soprattutto la Mutoid Waste Co.
L'autrice proviene da una lunga esperienza di tipo artistico e artigianale che l'ha vista impegnata nell' utilizzazione di molti materiali: dai metalli, al legno, alla stoffa, alla gomma.
In questa sua esperienza ha sempre legato la fase della ricerca alla realizzazione pratica delle opere e degli oggetti: l'uso di scarti industriali e/o "rifiuti" impone che la progettazione (e prima ancora l'"ispirazione") scaturisca dal contatto con la materia da usare e trasformare.
Definisce il suo lavoro come "restauro contemporaneo", una pratica che sfocia inevitabilmente nel performativo: improvvisazione che manipola lo scarto, innestando suggestioni e nuovi valori simbolici e sociali: un gesto radicale e spontaneo al tempo stesso.

Ufficio stampa e comunicazione
Antonella Madeo
Antonella.madeo@gmail.com
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Gold
Via Verdi 16 r Firenze
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