VenetoWorld

martedì 25 maggio 2010

Zona Rossa - Grand Tour del Belpaese tra cemento, amianto e rifiuti

Venerdì 28 maggio a Torino, presso il Circolo Amantes, prima retrospettiva dei Dott. Porka’s P-Proj, il collettivo anti-artistico barese. Alla vigilia delle celebrazione per i 150 anni dell’Unità d’Italia, viaggio da Nord a Sud in un Paese sempre più diviso, ma sempre più unito da una scia di amianto, rifiuti e cemento.


Zona rossa, questo il titolo della retrospettiva dei Dott. Porka’s, darà il via al 13° CinemAmbiente Environmental Film Festival, l’ormai consolidato appuntamento dedicato al cinema a tematica ambientale. Zona Rossa raccoglie per la prima volta in unico luogo una selezione dei lavori più significativi del collettivo, un vero e proprio Grand Tour contemporaneo attraverso i paesaggi dell’Italia del XXI secolo, tra stupri ambientali e reticenze istituzionali. Un’Italia sempre più divisa su tutto tranne che sulle emergenze ambientali, stretta in una colata mortifera fatto di amianto, cemento e rifiuti che prende Nord e Sud indifferentemente, dalle spiagge baresi dove c’è più amianto che sabbia (merito della Fibronit che a Bari aveva un suo stabilimento), alle benestanti vallate di Balangero, in Piemonte, dove si trova la più grande cava d’amianto d’Europa.
In Italia le zone rosse sono migliaia. Si tratta di spazi sequestrati per i motivi più disparati(frane, smottamenti, terremoti, scorie tossiche, controversie giudiziarie), sintomo di un’Italia sempre meno democratica, in cui il potere preferisce limitare la libertà di movimento sul territorio e consegnare la sua colpevole inefficienza a un oblio forzato. Come nelle zone rosse dell’Aquila, presidiate dall’Esercito Italiano ventiquattr’ore su ventiquattro, nelle quali, come ha mostrato Sabrina Guzzanti nel suo Draquila, si sono sperimentati i primi esempi di democrazia a scarto ridotto. Le zone rosse come luoghi in cui diventa tangibile quello che Pier Paolo Pasolini definiva “l'operare del Potere che ci è estraneo con le sue finalità militari ed economiche, che ci coinvolgono passivamente, e quindi con violenza” (Tempo, 9 agosto 1969).
I Dott. Porka’s P-proj operano violando le zone rosse per le loro street-photo performance, smascherare la blindatura falsamente utilitaristica delle autorità, e restituirle in questo modo all’occhio degli uomini. La retrospettiva presenta, per la prima volta riunite sotto lo stesso tetto, tre street-photo performance: L’Ultimo Giorno dell’Ekomostr0 ambientata tra le rovine di Punta Perotti, l'ecomostro di Bari progettato da Renzo Piano e rimasto inaccessibile alla cittadinanza per 10 anni, Ready Made (S)Objects (for Kampf der Kunst) realizzato sulla spiaggia di amianto di Torre Quetta (BA) sequestrata nel 1999 ed ancora oggi inaccessibile, ed infine, per la prima volta in assoluto, Pane e Amianto frutto dell’incursione nell’Amiantifera di Balangero, in provincia di Torino, la cava di amianto più grande d’Europa, ancora blindata e non bonificata. Il tutto corredato da tre video i cui accompagnamenti musicali sono stati appositamente scelti tra quelli realizzati dalle figure più interessanti della scena indipendente italiana: il dj e produttore Sbume, milanese di adozione, personaggio di spicco del contesto underground lombardo, il duo lo-fi Situation 3 di stanza a Roma, e la dipartita band stoner dei Back Door Beauty.

Posta un commento