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lunedì 28 novembre 2011

LIBANO: la rivoluzione scritta sui muri



Vanno aldilà del valore artistico i murales dei writer che dipingono a Beirut, politica e satira, ma soprattutto slogan pacifisti, in inglese così come in arabo. Un paese in cui la street art è rinata pura e piena dei suoi scopi iniziali come la libertà d'espressione e la necessità di comunicare al mondo un messaggio importante, che recentemente ha riassaporato la possibilità di esprimere la propria cultura e la consapevolezza di poter final
mente sperare in un futuro migliore. La primavera araba continua a mietere vittime tra i regimi dittatoriali e a sprigionare energie positive che vanno in tutte le direzioni.
Nonostante le gravi distruzioni causate dalla guerra civile libanese (1975-1990), Beirut è tornata ad essere la principale piazza finanziaria, bancaria, assicurativa e commerciale del Vicino Oriente. Grazie alla sua storia cosmopolita, la città rappresenta inoltre un centro culturale e accademico di grande rilevanza.
Beirut è sede della ESCWA (United Nations Economic and Social Commission for Western Asia) e degli uffici r
egionali per il mondo arabo della Organizzazione Internazionale del Lavoro e dell'UNESCO.
I quindici anni tra il 1975 e il 1990 sono i più bui per la città. Beirut diventa il campo di battaglia principale della guerra civile libanese, durante la quale la stragrande maggioranza delle famiglie ebree presenti in Libano lascia il paese, come molti cristiani maroniti e altre famiglie abbienti che si trasferiscono all'estero portando con sé i capitali di cui disponevano. Oltre che subire gli scontri tra le milizie cristiane e musulmane, Beirut viene anche bombardata dall'esercito israeliano nell'intento di snidare il comando di Yasser Arafat che si era rifugiato proprio nella capitale libanese. Dopo un quinquennio di scontri Beirut è quasi totalmente rasa al suolo.
Finita la guerra civile è stato avviato un imponente progetto di ricostruzione della città con l'intento di rendere nuovamente Beirut capitale finanziaria e dei divertimenti del mondo arabo. Promotore di questo progetto è stato l'ex Primo ministro Rafiq al-Hariri.
Il 14 febbraio 2005 Rafiq al-Hariri muore a causa di un attentato che uccise altre 22 persone. Il fatto suscitò un tale clamore che spinse migliaia di persone a scendere in piazza per protestare pacificamente contro la presenza siriana in Libano e chiedendo che questo contingente si ritirasse,cosa che in effetti è capitata. Questo episodio è stato chiamato la rivoluzione dei cedri.
Nell'estate del 2006 i quartieri a sud di Beirut (a maggioranza sciita) e l'aeroporto vengono bombardati dall'esercito israeliano durante la guerra del Libano.
Nel maggio - giugno 2008 Beirut vive nuovamente il clima della guerra civile. Hezbollah, in seguito ad alcune azioni intraprese dal governo di Fouad Siniora, diede il via ad una protesta molto violenta bloccando strade, incendiando materiali e scontrandosi con i miliziani filo - occidentali. Nel giro di poco tempo il partito sciita conquistò la parte islamica di Beirut, Beirut ovest. Dopo questa prova di forza, che fece diversi morti, Hezbollah consegnò la città all'esercito libanese e decise di ritirarsi. Bisogna notare che la parte sciita in Libano è cresciuta enormemente in termini demografici rispetto al resto della popolazione, ma non è cresciuta altrettanto la sua rappresentanza politica nel paese.
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