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mercoledì 26 marzo 2014

Intervista a PONGO (CKC) - prima parte - di Giada Pellicari




Ho avuto il piacere di intervistare Pongo, writer milanese e membro della storica crew dei CKC, una delle più note a livello nazionale e non solo. 
Durante questa chiacchierata abbiamo affrontato molte tematiche diverse partendo proprio dalla storia dei CKC per passare successivamente ad argomenti quali: lo sviluppo degli stili milanesi, le nuove generazioni di writers, le relazioni con New York, l'utilizzo dei social networks e molto altro.
Vi ricordo, inoltre, che sono gli ultimi giorni per partecipare al contest dei CKC riguardante lo sviluppo di lavori in wildstyle e di illustrazione. 
La seconda parte dell'intervista uscirà Lunedì prossimo.
Buona lettura!



PONGO LEONCAVALLO MILANO 2012


Giada: Tutti quelli che masticano un po’ di Writing conoscono la storica crew dei CKC di Milano, che si è formata nel 1991 e che vede al suo interno alcuni dei writers più interessanti del panorama nazionale. Qual era l’aspetto fondamentale dei CKC che ancora non è stato raccontato e cosa li distingueva dagli altri?

Pongo: I CKC sono nati dall'amicizia e dalla condivisione degli stessi interessi in un periodo dove di Writing se ne sapeva poco, dove tutto si andava a scoprire. L'aspetto fondamentale e' sempre comunque stato il Wildstyle Lettering: questo ci ha sempre distinto dagli altri.



PONGO MM TURRO MILANO 1994

G: Hai cominciato da giovanissimo a fare graffiti, anche se diversamente da molti altri writers hai avuto una formazione artistica. Il liceo artistico e la famiglia che comunque si occupava di arte ha influenzato la nascita dell’amore per il Writing e lo sviluppo del tuo stile?

P: Ho scoperto dell'esistenza dei graffiti nel 1986 a New York dove il Bronx era davvero un altro mondo rispetto ad oggi. Sono ritornato di nuovo nella grande mela nel 1989, in quel periodo le metropolitane erano tutte dipinte e si respirava aria di graffiti ovunque. Il coinvolgimento così era totale.
A fine anno sono tornato a casa con una copia di Subway art, grazie al quale tutto ha avuto inizio. A quei tempi non si era ancora sviluppata la cultura Hip Hop in Italia. C'erano le basi di quello che poi sarebbe diventato: molti pionieri italiani inizialmente erano skaters, come me, e tutti quanti hanno iniziato con le prime tags. Successivamente con il tempo ci siamo staccati da quella cultura rientrando a pieno in quello che ora e' un fenomeno di massa.





Diciamo, inoltre, che vivere in un contesto creativo ha stimolato maggiormente la mia voglia di realizzare, creare ed inventare. Fare graffiti, sperimentare tecniche nuove e situazioni innovative ha segnato sicuramente il mio percorso artistico, senza tralasciare gli insegnamenti accademici che hanno avuto comunque un ruolo fondamentale nella mia personale formazione.



PONGO 1995 LICEO ARTISTICO PRINETTI MILANO


G: Negli anni novanta Milano era una fucina di crew e writers che poi hanno fatto la storia del movimento italiano, tra cui ricordiamo qui i TDK, i TGF, i PWD (alcuni dei quali poi hanno formato i CKC), i 16K.
Qual era il clima culturale di quegli anni, il rapporto tra le crew e cosa effettivamente significava dipingere a Milano?

P: In quegli anni ci si conosceva tutti, eravamo davvero in pochi. Gli anni Novanta erano un periodo positivo per Milano, non solo per quanto riguarda l'aspetto del Writing.
Di conseguenza eravamo stimolati a dare il meglio, a scoprire nuovi stili, a confrontarci con le altre crew, il tutto senza l'ausilio di internet.



BREAD E PONGO


G: Quando si pensa ai CKC si pensa soprattutto ai vostri treni. Come vi siete imposti a livello cittadino? Vuoi raccontare una delle azioni o qualche aneddoto?

P: Tutto e' nato per caso, naturalmente dalla voglia di dipingere. Ogni sera si usciva e si andava a dipingere, senza saltarne mai una. E’ in questo modo che ci siamo imposti, producendo tantissimo con un nostro stile personale in una città dove tutto si andava a scoprire.
Personalmente le mie azioni erano molto brevi ed intense, non davo spazio ad errori. Sono capitati anche incontri con gli agenti ATM, ma noi siamo stati sempre più veloci!
Un aneddoto? Ero con TKid in macchina appena arrivato da New York e per errore abbiamo imboccato il Palmanova in contromano, ho visto quel bestione diventare piccolissimo...ancora oggi si ricorda di Milano!



PONGO SHOT


G: Milano è sempre stata collegata a New York e allo stile new yorkese, andando a sviluppare degli stili come il Wild Style e il Computer Rock. Tu in realtà hai avuto la fortuna di conoscere molti dei grandi maestri come Phase2, Vulcan, la Tats Cru. Cosa ti hanno effettivamente insegnato? Quali sono stati i rapporti con loro?

P: La cosa più grande che mi hanno insegnato e' l'umiltà.
Con Phase2 ci vedevamo spesso perche ha passato un periodo qui in Italia. Lui ha sempre apprezzato i nostri stili tanto da pubblicare su IGT un pezzo di Sky4, inoltre mi ricordo che era molto appassionato dello stile di DropE' stato uno scambio culturale molto intenso, non essendo ancora l'era di internet è stato molto importante trovarci a scambiare idee direttamente con uno dei maggiori pionieri del Writing, cosa che non era comune a quei tempi.
Con TKid abbiamo fatto un po’ di cose qui in Italia nel 2000 se non ricordo male,  anche lui ha apprezzato molto i nostri stili facendo entrare me, Rae e Phato nei TNB.



RAE E PONGO


Con Vulcan e Spon altrettanto; abbiamo passato bei momenti nelle yard delle nord e mi ricordo che Spon si era preso particolarmente bene con noi.
Anche con i Tat c'e un grande rapporto di amicizia e spesso quando sono a NYC ci si vede e si dipinge assieme.
Tutti hanno sempre apprezzato i nostri stili, identificandoli chiaramente come un’ impronta di quello newyorkese e come un’ evoluzione dello stesso.



PONGO+PHATO PARCO MARTESANA MILANO 1997


G: Oltre ad essere una crew siete praticamente anche un archivio storico. La vostra pagina Facebook è un raccoglitore di foto e di documenti originali incredibili, che io seguo assiduamente.
Qual è l’importanza della storia del Writing secondo voi e il rendere tangibile la sua effettiva evoluzione? Come vi rapportate ai social networks?

P: E’ molto importante non dimenticare chi ha aperto la strada a tutti noi.
L'evoluzione e' essenziale per qualsiasi forma di espressione artistica, ma spesso va a sfociare in altre cose. Io ritengo che comunque debba essere sviluppata all'interno di certi canoni, perché certe regole non possono essere cambiate.
I social networks a mio avviso sono ormai un aspetto interessante per comunicare con il mondo, per questo motivo si e' deciso di aprire una pagina CKC e diffondere il nostro materiale inedito e le  novità. Sono favorevole ad un uso intelligente dei media.



GEKO PONGO


G: Hai visto New York nel momento di massimo splendore, soprattutto negli anni Ottanta e Novanta, ma sei ritornato anche recentemente per continuare la tua collaborazione con la Tats cru. Vuoi raccontare com’era dipingere lì e gli ultimi pezzi realizzati con i Tats?

P: New York nel 1986 e nel 1989 era una cosa assurda, innanzitutto non era sicura come oggi (mi ricordo, ad esempio, una sparatoria a Time Square).
Il Bronx era fatiscente, tutto in disuso e tutto spaccato da graffiti e tags, si trattava di una zona dominata dalle bande di motociclisti. Ho anche avuto l'occasione di conoscere una banda "i Cingolins" e di visitare la loro sede. La situazione era tesa.
Oggi le cose sono diverse, il Bronx è più che altro residenziale per la maggior parte. Da Giuliani in poi, infatti, la città è diventata sicurissima e le metro pulitissime.
Ultimamente ho dipinto in un paio di occasioni con i Tat nel loro quartier generale nel Bronx e devo dire che e' stata un esperienza davvero interessante (Pongo e Tats cru).  Dipingere con loro e sempre un piacere ed un onore per me!



PONGO CKC BIO TATS BRONX 2010




Intervista di Giada Pellicari

Info: 

La seconda parte dell'intervista uscirà Lunedì prossimo.



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