VenetoWorld

martedì 15 ottobre 2013

KEROTOO ci spiega il progetto NUOVE RADICI


Dal 27 settembre al 5 ottobre l'associazione Bravi Ragazzi ha promosso e coordinato il progetto NUOVE RADICI - UN MURALES PER AMICO ad Avasinis (UD). Ne abbiamo parlato con Kerotoo, vecchio amico e principale promotore dell'opera.

Avasinis, frazione di Trasaghis (UD) sorge a 217 metri s.l.m. alla destra del fiume Tagliamento, ai piedi del monte Brancot (1.015 m). La località è celebre per essere il paese di lamponi e del mirtilli in Friuli Venezia Giulia. La festa nasce dal passato quando le donne per giorni si recavano nelle montagne vicine per raccogliere lamponi e mirtilli che in passato alimentarono le più importanti industrie di sciroppi italiani. Gabriele d’Annunzio amava lo sciroppo di lampone proveniente dalla montagna di Avasinis. Durante la Festa del Lampone e del Mirtillo si possono gustare questi frutti di bosco nelle contrade e cortili del paese, freschi appena colti, oppure nei dolci, nel pane e nelle speciali grappe. Per l’occasione vengono preparati dagli abitanti del paese i piatti tipici della tradizione del Friuli come il delizioso frico, il radicchio con l’aglio coltivato nella zona, le torte. Vengono inoltre proposti durante questo evento concerti di musica e spettacoli all’aperto per grandi e bambini.


Come nasce e in cosa consiste il progetto "Nuove Radici"?
Il progetto nasce inizialmente dalla richiesta delle maestre della scuola dell'infanzia  di Avasinis (comune di Trasaghis) di decorare la parete di contenimento della strada che fa da confine al cortile in cui giocano i bimbi. Esordirono con un "non abbiamo soldi, ma siamo piene di entusiasmo". Questa è la condizione base per poter creare qualsiasi cosa, l'entusiasmo (avere-un-dio-dentro, essere vivi).
Da lì ho pensato, assieme al direttivo dell'associazione Bravi Ragazzi, di sperimentare un nuovo progetto, che combinasse vari elementi di esperienze precedenti: l'ospitalità casalinga che contraddistingue il festival Elementi Sotterranei, le esperienze di workshop con i ragazzi già realizzate in passato, e infine alcune esperienze che ho vissuto in prima persona in Bolivia, in cui ricambiavo l'ospitalità con dipinti per la comunità locale. Mettendo il tutto in un frullatore ne è uscito questo frappè incredibile che poi è diventato "Nuove Radici".

Il 5 ottobre avete inaugurato l'opera presso la scuola dell'infanzia di Avasinis: pensi che lo scopo di valorizzare il senso di appartenenza alla comunità sia stato raggiunto?
Solo due considerazioni per dirti di sì: la prima è che ho visto due persone piangere davanti al muro finito, ma so che anche ad altri è capitato, e la seconda è una che signora mi ha detto che dai tempi del terremoto del '76 non si sentiva così partecipe alla comunità, non sentiva così vicine le altre persone per uno scopo comune.

I bambini sono sempre i principali fan di qualsiasi cosa sia gioia e colore, scommetto che anche questa volta hanno espresso gioiosamente tutto il loro apprezzamento per questa vostra iniziativa. C'è stato un aneddoto che ti è rimasto particolarmente nel cuore?
Ce ne sono troppi! Ma ti racconto questo che mi ha fatto troppa tenerezza. Il lunedì, a progetto finito, sono andato a recuperare i materiali avanzati all'asilo.

Questa la conversazione con un bambino:
B: perchè metti via?
K: perchè è finito :(
B: NO NO, non è finito.
K: certo, abbiamo fatto la festa sabato, tutti quanti sono andati via, il progetto è finito.
B: NO, NON E' FINITO! non c'è Batman sul muro. Ora tu rimani qui finchè non disegni Batman. Altrimenti ti cucino. IN FRITTELLE!

Parliamo del metodo di lavoro, il quale secondo le info in nostro possesso avete definito fondante sull'organizzazione di un periodo residenziale e sulla promozione di un workshop intensivo finalizzato alla realizzazione di un'opera d'impatto. Come avete spiegato questo concettone al "siòr Toni" di turno?
Di fatto dopo un primo confronto con maestre, amministrazione comunale e servizi sociali siamo partiti in piena con il progetto cercando fondi.
Mi ricorderò sempre una riunione a tradimento in cui mi sono ritrovato a spiegare il progetto a una ventina di persone, rappresentanti di varie associazioni locali (dagli alpini alla parrocchia, passando per donatori di sangue, pro loco, amatori calcio e chi più ne ha più ne metta), cercando di convincerli del fatto che se ognuno partecipa con poco alla fine si riesce a fare tanto. E così è stato!

Il metodo di lavoro proposto è stato quello del workshop, un laboratorio a 360° che coinvolgesse al 100% i professionisti coinvolti, la comunità locale e tutte le persone che gravitano attorno al progetto.
La richiesta fatta allo staff è stata quella di riservarsi completamente la settimana, affinchè tutti gli input che ci venivano dati potessero essere davvero vissuti e valorizzati. I ragazzi delle scuole superiori che hanno partecipato operativamente al workshop dovevano combinare i loro impegni scolastici con i pomeriggi tra pitture e spray all'asilo. Le famiglie preparavano ogni sera la cena allo staff, senza contare tutte le persone che spontaneamente arrivavano ad ogni ora con viveri e bevande varie per dare il loro apporto al progetto. Il tema del workshop di fatto è stato "spersonalizzazione".

Quali artisti hanno partecipato alla realizzazione dell'opera?
Gli artisti coinvolti erano Lyno-Leum (video-maker), Alice Durigatto (fotografo-social network), Kristian Sturi (artista plastico) e Kerotoo (artista urbano). Per quanto mi riguarda, penso sia il miglior team con cui ho lavorato.

La tagline dell'iniziativa è social and creative empowerment of small communities in Friuli Venezia Giulia: quanto è importante per voi portare nelle piccole comunità, nel vostro caso friulane ma in generale alla popolazione lontana dalla mentalità della grande città, una forma d'arte considerata così distante e, per definizione, urbana?
Quello che proponiamo è la versione adattata al territorio di ciò che ci hanno insegnato come "writing" o arte urbana. Di fatto, stirando un po' il termine, possiamo dire di trovarci in una situazione urbana ovunque ci sia del cemento. E dalle nostre parti ce n'è in abbondanza.
La differenza sta sostanzialmente nel diverso modo in cui la mentalità urbana-globalizzata si è mescolata alla mentalità di paese, a volte creando davvero dei mostri. Il modo in cui vogliamo utilizzare l'arte urbana è promuovere da un lato i pregi della vita di paese, la condivisione, la relazione umana, e dall'altro i pregi della mentalità cittadina, cosmopolita e aperta al confronto.


Ci sono stati enti o associazioni che possono aver portato a questa partecipazione attiva della comunità?
Doverosi i ringraziamenti a tutte le realtà che hanno collaborato attivamente e/o finanziariamente:
  • APS Culturale "Bravi Ragazzi"
  • Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
  • Amministrazione Comunale di Trasaghis
  • Aracon Cooperativa Sociale Onlus
  • Associazione Friulana Donatori di Sangue / Sezione Val del Lago
  • Associazione Amatori Calcio Avasinis
  • Associazione Nazionale Alpini - Sezione di Avasinis
  • AUSER
  • Istituto Comprensivo di Trasaghis - Scuola dell'infanzia di Avasinis
  • Parrocchie di Alesso, Avasinis e Trasaghis
  • Pro Loco di Alesso, Avasinis e Trasaghis
  • Servizio sociale dei Comuni dell’Ambito distrettuale n. 3.1 «Gemonese, Canal del Ferro, Val Canale» / Azienda per i Servizi Sanitari n. 3 «Alto Friuli»
  • Centro di documentazione sul territorio e la cultura locale del comune di Trasaghis
Posta un commento