VenetoWorld

martedì 26 novembre 2013

Sveglia con #svastica all'ex caserma Salsa di Treviso


Di ZTL WAKE UP si è detto tanto in questi ultimi tempi, dall'occupazione dell'ex sede Telecom di qualche mese fa alla più recente dell'ex caserma Tommaso Salsa di Treviso. Gli organi di informazione hanno a più riprese affrontato l'argomento in maniera più o meno marcata.
Il nostro ospite di oggi, un giornalista trevigiano informato sui fatti che preferisce rimanere anonimo, può garantirci la veridicità delle sue fonti.
 

Innanzitutto, in che rapporti sei coi ragazzi di ZTL?
Li conosco, ho rapporti frequenti, mi capita spesso di parlare con loro e a tratti anche di condividere alcuni dei loro obiettivi

Come ti rapporti alla loro recente occupazione dell'ex caserma Salsa?
Credo che l'occupazione, si condividano o meno i metodi, abbia avuto il pregio di far conoscere ai trevigiani quella struttura. Io stesso quando sono entrato alla salsa ne sono rimasto sorpreso. da fuori nessuno può immaginare che un patrimonio tale venga abbandonato a se stesso. I ragazzi hanno sempre sottolineato che la salsa deve essere un patrimonio di tutti.

Purtroppo le proprietà demaniali sono state, a seguito della sospensione della leva obbligatoria, abbandonate al loro triste destino, aggravato dall'impotenza delle amministrazioni locali di fronte al disinteresse statale. Qquale grado d'importanza ricopre a tuo avviso la spray art nella riqualificazione di queste aree?
Basta passare davanti alla Salsa in questi giorni, dopo un ventennio di abbandono la street art aveva permesso alla salsa di diventare un quadretto. I graffiti avevano decorato il muro di cinta, un po' a dissacrarlo come accadeva ad un muro ben più famoso fino al suo abbattimento a Berlino, graffiti forse non paragonabili alla Trabant diventata un pezzo di storia ma comunque utili a mettere in luce quel muro: tutto questo fino alla notte scorsa quando quei graffiti, come accaduto a Berlino, al pezzo sulla Trabant è stato preso di mira dai vandali che non hanno altro scopo che imbrattare l'arte. Accade ai graffiti come accade al lavoro intellettuale, come accade in qualsiasi altro ambito. L'arte è tra le prime vittime degli sfaticati che non hanno altro scopo che imbrattare.

Che tu sappia, le forze dell'ordine sono già sulle tracce di questo gruppo di vandali, probabilmente appartenenti ai gruppi di estrema destra giovanile di Treviso?
Si, è verosimile, solitamente questi imbrattamenti sono opera di ragazzi che militano sempre negli stessi gruppi, la DIGOS li conosce tutti. E' possibile che la loro identificazione sia questione di poche ore ma dopo l'identificazione non succederà comunque nulla.

Alcuni artisti locali, uno tra tutti di fama nazionale di cui non farò nomi in questa sede, è stato negli anni scorsi perseguito penalmente per il reato di imbrattamento. Anche recentemente la nota artista Alicé ha avuto screzi con le forze dell'ordine bolognesi per la sua forma espressiva.
Temi che gli stessi agenti possano commettere l'errore di non trattare questo serio atto vandalico, aggravato peraltro dal fatto che la svastica dipinta sul muro dello stabile è un reato sancito dalla nostra costituzione con la legge n.645 del 20 giugno 1952, con la stessa veemenza?
Le forze dell'ordine non possono effettuare una valutazione di tipo artistico perché è la legge a non prevederla.

Non vorrei facessero una valutazione di stampo politico.
No, questo non accade mai: non mi sono mai imbattuto in casi in cui avvengano distinzioni di questo tipo. Le forze dell'ordine tendono a valutare destra e sinistra allo stesso modo etichettando tutto come "frange estreme", per questo falci e martelli dipinti sui muri vengono puniti quanto le svastiche pur tenendo conto di quanto previsto dalla Costituzione e dal reato di apologia di nazismo e fascismo.

http://oggitreviso.it/scuola-salsa-merengue-scritta-con-svastica-apparsa-allex-caserma-salsa-75207
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