VenetoWorld

lunedì 26 maggio 2014

L’itinerario artistico di MEMORIE URBANE 2014 - seconda parte - di Alessandra Ioalé



Se nella prima parte del recap su Memorie Urbane street art Festival abbiamo parlato approfonditamente del progetto, andiamo a scoprire adesso che cosa è stato realizzato fino ad ora e soprattutto da chi, perché per l’edizione 2014, il Festival sta regalando davvero delle belle sorprese. La maggior parte degli artisti invitati, infatti sono stranieri e più della metà di questi non ha mai dipinto in Italia. La scelta, come spiega il curatore, è diretta su varie forme di linguaggio, anche nuove rispetto ai festival esistenti sul territorio italiano. “L’idea era quella di portare dei linguaggi nuovi sul territorio e farli conoscere all’Italia e nelle mie località, cercando anche di creare un pubblico esterno che possa fruire di un museo a cielo aperto con opere di artisti internazionali nuovi e mai visti in Italia. E questo è possibile anche grazie al coinvolgimento delle altre quattro città, oltre Gaeta e Terracina, che quest’anno hanno aderito al progetto”, moltiplicando in questo modo le superfici su cui intervenire. Gli artisti sono scelti principalmente in base ai muri che vengono dati a disposizione, e sempre in accordo con il territorio locale e in dialogo con il parere degli abitanti che lo vivono.

La prima settimana di interventi vediamo protagonisti tre artisti spagnoli per la prima volta in Italia, che realizzano sia interventi individuali che collettivi come quello a Terracina tra David De la Mano, illustratore e urban artist spagnolo, e l’urban artist Pablo Herrero, una composizione davvero spettacolare in cui le monocromatiche creature umanoidi, dalla silhouette che ricorda le radici di piante, del primo artista, si intrecciano compostamente seguendo un andamento costante e verticale, fino a tessere un’unica grande forma, e a diventare l’anima degli alberi di Herrero, i cui rami per contrasto si intrecciamo nel caos naturale della vita. Sempre a Terracina il lavoro di Herrero, basato soprattutto sulla stilizzazione della forma albero, si esplica al meglio nella composizione creata dalle silhouette arboree seguono sempre un determinato andamento in accordo con l’uso bicromo del nero con altri colori come il bianco, il verde e il rosso. Questa determinata costruzione compositiva di forme arboree sembra trovare nuova linfa e slancio espressivo nella realizzazione del fantastico murales a Gaeta in collaborazione con E1000, il terzo street artist spagnolo ospite del Festival, il cui lavoro gioca su di un ricercato uso delle cromie per restituire allo spettatore una visione illusoria della realtà dipinta. 



David De La Mano, Pablo Herrero, Badino, Ph: Arianna Barone 

David De La Mano, Pablo Herrero, Badino, Ph: Arianna Barone

©blindeyefactory, Herrero&E1000, Gaeta

04 ©blindeyefactory, Herrero&E1000, Gaeta

E1000, Terracina, Ph: Arianna Barone

E1000, Terracina, Ph: Arianna Barone

Come per i primi tre anche per il quarto artista, ospite nella seconda settimana di lavori, è la prima volta in Italia, sto parlando dello street artist norvegese Martin Whatson, che ha portato sui muri di Fondi, Latina, Terracina, Gaeta e chi più ne ha più ne metta, alcuni dei suoi inconfondibili soggetti realizzati con un uso realistico dello stancil in b/n e successivamente rimaneggiati con un’esplosiva sovrapposizione di segni e macchie colorati, arricchendo e approfondendo in modo peculiare una delle tecniche espressive proprie della street art.


Martin Whatson, Borgo Hermada, Ph: Arianna Barone

Martin Whatson, Borgo Hermada, Ph: Arianna Barone

©blindeyefactory, Whatson, Gaeta


Nello stesso periodo arriva e interviene anche Ernest Zacharevic, giovane street artist lituano ad oggi operante per le strade di Penang in Malasia, che si distingue per la commistione di oggetti tratti dal quotidiano realmente coinvolti nella composizione dei soggetti dei suoi murales, dall’aria giocosa e spensierata, tratti dalla realtà quotidiana che lo circonda affrontandone le tematiche proprie della società e della cultura in cui interviene, in ciò esemplare è “Toy Mafia”, il murales realizzato a Gaeta con due bambini dai tratti orientali che giocano con pistole ad acqua. 


Ernest Zacharevic, Gaeta, Ph: Flavia Fiengo

Ernest Zacharevic, Gaeta, Ph: Flavia Fiengo


Tra la seconda e terza settimana vediamo arrivare anche Etnik, ad oggi uno dei migliori interpreti italiani del post-graffiti a livello internazionale, che porta i suoi agglomerati urbani sulle pareti di Fondi e Latina. Due grandi murate, in accordo con le tematiche da lui affrontate in questi ultimi anni. Nel primo intervento, “Bonsai”, la natura in lotta con il cemento, in cui l’uomo è imprigionato, tenta di ristabilire il proprio equilibrio, riflettendo sul rapporto antitetico tra i due elementi; mentre il secondo, “Meltin Pot”, è un omaggio al viaggio e al viaggiare che arricchisce di conoscenza e consapevolezza ognuno di noi, favorendo sempre più l’integrazione sociale.


©blindeyefactory, Etnik, fondi

©blindeyefactory, Etnik, Fondi


Etnik, Latina, Ph: Arianna Barone


Etnik, Latina, Ph: Arianna Barone 

Proprio quando Etnik termina il suo lavoro a Fondi e prosegue alla volta di Latina, subito a dargli il cambio arriva Millo, street artist italiano che realizza una bellissima parete nel cuore del paese. Su due registri compositivi sviluppa la personale visione di quella che potrebbe essere la città moderna. Uno scorcio panoramico a volo d’uccello su di una distesa infinita di palazzi attorno a cui le strade si snodano in una rete di sopraelevate lasciando così molto più spazio al verde di prati e alberi. Questo primo registro fa da sfondo e sostegno a colui che vive la metropoli e vi interagisce, l’uomo. Quando vedo le sue opere mi viene in mente questa frase “la città a misura d’uomo” e mi domando è forse questo rapporto che vuole esprimere?


Millo, Fondi, Ph: Arianna Barone

Consolidato ormai il rapporto tra Memorie Urbane e Alice Pasquini, illustratrice e street artist italiana che nel 2013, oltre a un muro a Gaeta, realizza un lunghissimo pannello per la collezione permanente della Pinacoteca Comunale Giovanni da Gaeta; la vediamo intervenire nella quarta settimana di lavori di questa edizione del Festival a Terracina, a cui dona un bellissimo saggio realizzato a spray in cui protagonisti sono i volti di due donne che si confrontano davanti a una mela verde, il tutto informato dall’inconfondibile gamma cromatica e il peculiare uso di toni caldi in contrapposizione con toni freddi.


Alice Pasquini, Borgo Hermada, Ph: Arianna_Barone


Un’altra new entry del Festival è lo street artist portoghese Eime, attivo da oltre dieci anni sui muri delle città su cui ad oggi opera con la tecnica dello stancil in b/n realizzando ritratti di sconosciuti dal forte realismo dallo sguardo frontale assunto dai volti, realizzati con fantastica precisione nei dettagli descrittivi, in cui combina elementi pittorico-astratti colorati di forte contrasto, come i murales realizzati pochi giorni fa a Gaeta, “Emozionata” e Terracina, “Con Solo”.


Eime, Terracina, Ph: Arianna Barone

Eime, Terracina, Ph: Arianna Barone


Fa ritorno a Memorie Urbane, dopo la sua prima partecipazione nel 2012, Agostino Iacurci, giovane illustratore e street artist italiano, apprezzato ormai a livello internazionale per la sua peculiare sintesi compositiva di essenziali forme semplici definite da campiture cromatiche precise e nette, in cui non c’è spazio a qualsiasi tipo di sfumatura, attraverso cui racconta l’ironia di personaggi calati in un’atmosfera sospesa, come in “Homus Paleolicus”, murales realizzato ad Arce.


Agostino Iacurci, Arce, Ph: Dante Corsetti


Agostino Iacurci, Arce, Ph: Dante Corsetti


Anche la bella collaborazione con la street artist argentina, di istanza a Valencia (Spagna), Hyuro va consolidandosi, infatti lo scorso 2013 non solo la vede alla seconda edizione del Festival ma anche attiva su due muri, a Formia e Terracina, per l’evento del 25 novembre in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne; e per questa edizione l’artista la vediamo all’opera nella sesta settimana di lavori a Gaeta e a Terracina con due murales dedicati come sempre alla condizione della donna in Argentina, e non solo, denunciandone le forme di oppressione sociali in cui è costretta a vivere, attraverso la rappresentazione della stessa remissivamente intenta nelle consuete faccende domestiche.


©blindeyefactory, Hyuro, Gaeta


Hyuro, Gaeta, Ph: Flavia Fiengo


©blindeyefactory, Hyuro, Gaeta


Passiamo ora all’artista francese Seth, anche lui per la prima volta in Italia con all’attivo un gran numero di muri in giro per il mondo, due libri e un documentario. Per Memorie Urbane ispirato dal contesto culturale di Gaeta, realizza col suo stile inconfondibile un murales davvero suggestivo nel dialogo che va a instaurare con il paesaggio rurale che lo ospita, i cui protagonisti sono come sempre i bambini come immersi in un limbo di pace e dall’atmosfera surreale.


©blindeyefactory, Seth, Gaeta


©blindeyefactory, Seth, Gaeta


Ardita scomposizione dei volumi e sintesi geometrica, il tutto coordinato da una palette di colori ricercata e brillante, sono gli ingredienti che invece caratterizzano i personaggi rappresentati nelle opere murali come quella realizzata a Terracina, “Genitori premurosi”, dall’illustratore e muralista russo, Alexey Luka portato per la prima volta in Italia grazie all’invito del Festival.  


Alexey Luka, Terracina, Ph: Arianna Barone

Alexey Luka, Terracina, Ph: Arianna Barone

Orgoglio di questa terza edizione sono le partecipazioni degli artisti polacchi, Natalia Rak con l’opera “Explore Nature!”, realizzata a Terracina, in cui come sempre protagonista è la figura di una bambina stavolta intenta ad esplorare la natura intorno a lei, munita di una lente d’ingrandimento; e gli street artist della ormai famosa e stimata Etam Cru, presentandosi per la prima volta in Italia con un bella parete, terminata a Gaeta proprio nella settimana appena passata, una squisita rappresentazione, in pieno stile etam, coi riferimenti alla dimensione ludica e fanciullesca; una tematica questa che torna spesso nei loro lavori, risolta sempre con un peculiare gusto illustrativo.


Natalia Rak, Terracina, Ph: Arianna Barone


Natalia Rak, Terracina, Ph: Arianna Barone


Etam Cru, Gaeta, Ph: Flavia Fiengo


Adesso non rimane altro che aspettare di vedere all’opera i prossimi artisti che si daranno il cambio sulle pareti di Latina, Gaeta e Terracina: lo street artist francese Nelio, proveniente dal mondo dei graffiti della scena australiana, dallo stile geometrico astratto giocato tutto su gamme cromatiche accese e loro sfumature;  il poster artist francese Levalet, famoso per i suoi paste up di scene di vita contemporanea o del primo dopoguerra attraverso cui attua una provocatoria denuncia sociale; la street artist e illustratrice italiana MP5, alla sua seconda partecipazione al festival, che regalerà a Gaeta un’altra delle sue magnifiche opere su muro; lo stancil artist norvegese Strok, che con l’introduzione dell’ombra nelle sue figure bidimensionali, realizzate con precisione realistica dello stancil in bianco e nero, apre dei nuovi spazi visti dall’alto; ed infine a Luglio con lo spagnolo Borondo, ormai famoso per le sue tetre composizioni figurative.


Grazie a Flavia Fiengo, Arianna Barone, Dante Corsetti e The Blind Eye Factory per le foto / Thanks to Flavia Fiengo, Arianna Barone and The Blind Eye Factory for the pics!
Foto di copertina: Natalia Rak, Terracina, Ph: Arianna Barone



Report di Alessandra Ioalè


Posta un commento