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venerdì 10 ottobre 2014

WELCOME HOME (Sanitarium) - ILLUSTRE FECCIA a Pratolino

Il sanatorio Banti è un edificio ospedaliero situato in via Uccellatoio 6 tra Pratolino e Montorsoli, nel comune di Vaglia. È considerato uno dei più interessanti esempi di architettura ospedaliera del XX secolo in Toscana.


Nel 1934 l'amministrazione provinciale decide di edificare un istituto post-sanatoriale in località Pratolino, luogo che per la salubrità dell'aria, la ricchezza di boschi e la lontananza dalla città sembra la sede ideale per la cura della tubercolosi; il terreno individuato viene ceduto gratuitamente dalla famiglia Demidoff, proprietaria dei vicini parco e villa di Pratolino. La progettazione e la costruzione dell'edificio sono a cura dell'ufficio tecnico dell'Infps, all'interno del quale operano i due progettisti, gli ingegneri Giocoli e Romoli: tale progettazione si configura come un vero e proprio work in progress, conducendo tra il 1935 ed il 1938 a quattro diversi progetti esecutivi. I lavori, eseguiti nella prima fase dalla ditta Callisto Pontello, vengono ufficialmente avviati il 24 giugno 1934, alla presenza dell'onorevole Bottai. Sin dall'inizio il cantiere presenta serie difficoltà, legate prevalentemente alla scarsa consistenza del terreno; ciò determina un costante superamento dei tempi e rende assai tesi i rapporti tra l'impresa e la direzione dei lavori. Nonostante una revisione del contratto con l'impresa (18 febbraio 1936) e un'ulteriore proroga dei tempi, nell'aprile del 1937 viene scisso il contratto con la Pontello, sostituita dalla ditta Arganini di Roma. I lavori sono nuovamente avviati nel maggio successivo e finalmente conclusi nell'autunno del 1939. Il Sanatorio di Pratolino, intitolato al medico Bindo dei Vecchi, viene inaugurato senza clamori il 28 ottobre del 1939. Successivamente alla fine della guerra e congiuntamente alla notevole riduzione della patologia tubercolare, l'edificio è trasformato in attrezzatura ospedaliera, funzione che continua a svolgere sino al 1989.


Terminata la funzione sanatoriale e ospedaliera, dopo aver ospitato una comunità di curdi ed albanesi, l'ospedale è oggi del tutto inutilizzato e in alcune parti denota gravi fenomeni di degrado e di abbandono. Nel settembre del 1997 l'amministrazione dell'INAIL ha richiesto alla proprietà l'acquisto dell'edificio per trasformarlo in un albergo da inserire tra le attrezzature per i pellegrini del Giubileo. Decaduta tale ipotesi si sta studiando l'ipotesi di trasformarlo in sede della scuola regionale di formazione sanitaria manageriale, progetto a cura dell'architetto Marco Cardini del gennaio 2001.

Un paio di mesi fa, precisamente ad agosto, il nostro amico Alex a.k.a. Illustre Feccia ha deciso che era ora di dare alla struttura una nuova faccia, utilizzandone i tratti caratteristici di una creatura che aveva popolato il suo subconscio in un sogno già proposta a Londra pochi mesi prima.



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