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martedì 3 marzo 2015

Stanze alla Temple University | Intervista alle quattro protagoniste - di Gloria Viggiani




Ho avuto il piacere di intervistare le quattro protagoniste della mostra Stanze. Reinventing Renaissance Rooms, che ha inaugurato il 17 febbraio alla Temple University a Roma e che durerà fino al 5 marzo. Ho posto diverse domande a Jessica Stewart, storica dell' arte e autrice di Rome photoblog, curatrice di questa mostra; mentre alle artiste ne ho indirizzata una in particolare per la realizzazione del loro progetto, che troverete di seguito.




Gloria: Raccontaci come e quando è nata l' idea di questo progetto?
Jessica: Quando la direttrice della galleria, Shara Wasserman, mi ha chiesto di curare una mostra di street art ho guardato lo spazio per capire che tipo di mostra fare.  Il palazzo in sè non e' del rinascimento, ma la forma e le tre stanze a disposizione, in congiunzione col fatto che ho studio l'arte rinascimentale, mi hanno dato l'idea di unire arte classica con arte contemporanea.


G: In questo progetto hai deciso di portare la street art in una struttura nuova ed insolita, le stanze rinascimentali della Temple University Gallery di Roma, situata nel contesto Villa Caproni, che vede protagoniste tre artiste di grande importanza e rilievo della scena attuale: Alice Pasquini, Gio Pistone e Pax Paloscia. Come e su quali basi hai scelto le stanze? 
J: Prima ho studiato le stanze e poi ho scelto quali sarebbero state adatte al mio progetto sulla base di sale tipicamente presenti in palazzi rinascimentale.  La stanza dello studiolo e' stata immediato nel momento in cui ho visto il tetto di legno intarsiato. Poi In base alla funzionalita' delle stanze ho scelto gli artisti,  immaginando che sarebbe stata interessante per loro e soprattutto variando stilisticamente l' esposizione.


G: Questo progetto  tra il passato rappresentato dalla struttura architettonica del rinascimento italiano e il presente raccontato dall' arte contemporanea e'  concettualmente stimolante, come hanno colto la sfida Alice, Gio e Pax?
J: Tutte molto entusiaste!  Ognuna ha fatto la propria ricerca, visitando palazzi a Roma o leggendo libri per capire un po' il simbolismo e gli elementi che volevano usare.  La cosa piu' bella e' stata  vedere contestualizzato il loro lavoro con la storia delle stanze, tirando fuori qualcosa di proprio.




G: Ogni artista ha contestualizzato  la sua stanza con la sua arte, Lo studiolo, la Sala delle Nozze e la Sala dell' Astrologia. Come hai scelto la stanza da affidare alle ragazze?
J: Gio con le sue opere di mostri fantastici mi sembrava molto adatta alla Sala di Astrologia.  So che Alice e' affascinata dal collezionismo e mi sembrava perfetto per lei giocare con diversi temi nello studiolo.  L'arte di Pax e' molto intima ed essendo figurativa, mi sembrava giusta  la camera da letto della stanza delle nozze.


G: Cosa ci raccontano queste tre stanze e quali i loro temi? 
J: Gio e' stata molto presa dall' utilizzare l' arte come un meccanismo per dimostrare il potere delle famiglie che abitano in questi palazzi.  Da quella ispirazione e' venuta l'idea della scacchiera, fatta in collaborazione con Giorgio Mazzone di Rota-Lab.  Un vero gioco di potere, dove il fruitore interagiva con l' opera durante il vernissage, come lei voleva.  I quadri sui muri sono complementari e dimostrano diversi elementi delle stelle e zodiaco, sempre nei colori forti ed espressivi di Gio Pistone. 


Gio Pistone, stanza dell'Astrologia

Nello studiolo di Alice Pasquini l'artista si addentra nel mondo dei collezionisti attraverso la creazione di microambienti all’interno di scatole di legno fatte a mano e pannelli successivamente anticati e rivestiti con fogli di giornali antichi. Stringendo collaborazioni con diversi artigiani, come il falegname di Brescia e uno studio di mosaico a Udine, Alice persegue una lunga tradizione di collaborazioni per dare vita a una visione creativa. Schizzi e sculture delicate ci portano all'interno di questi microcosmi toccando temi come il potere, la vanita' e l'ambizione - rilevanti dal Rinascimento fino a oggi. Nell’estrarre temi specifici delle pubblicita' vintage che si trovano sui giornali dal 1902 al 1960, Alice ci mostra che in fondo, passato e presente non sono poi cosi' diversi come potrebbero sembrare.


Alice, studiolo


La Sala delle Nozze, è stata trasformata nella “Sala di Anna”. Con Anna, Pax Paloscia ha voluto dare un proprietario a questo palazzo, e ci porta nel suo mondo a osservarne i suoi momenti piu' intimi. Prendendo ispirazione dalla ritrattistica rinascimentale classica e dalla pittura figurativa, le sue tele ci permettono di contemplare Anna mentre si muove attraverso la vita, catturando momenti di candida riflessione e donando un’ anima al palazzo.


Pax Paloscia, Stanza delle Nozze


G: Cosa speri portera'  alle persone che verranno questa esposizione collettiva?  
J: Spero che la mostra porti le persone a guardare in maniera singolare le opere e il lavoro delle artiste uscendo dal discorso strada o galleria e valutando la loro arte di per sé.


Ho fatto un’ unica domanda alle tre protagoniste della mostra “Stanze”: Alice Pasquini, Gio Pistone e Pax Paloscia

Gloria: Com’è nata l' ispirazione per la vostra stanza e cosa racconta?
Alice Pasquini: Le scatole di legno contengono piccoli mondi interamente foderati da giornali antichi che ho recuperato nel corso dei miei viaggi negli ultimi anni. Dentro ad ogni scatola si svolge un racconto che parla di vita e morte, memoria, fortuna, ambizione, viaggi, e altre tematiche senza tempo.
Per i colori esterni delle scatole mi sono inspirata agli intarsi del soffitto di legno a cassettoni della sala.
Il processo successivo è stato invecchiarle come barche i cui strati di vernice sono stati consumati da lunghi viaggi in mare.

Alice, Studiolo


Gio Pistone: Quando Jessica Stewart mi ha detto che la stanza su cui dovevo ragionare era quella dell'Astrologia sono stata felicissima per la meraviglia e l'attualità del tema.
La prima cosa che ho fatto è stato andare a vedere un po' di palazzi del periodo Rinascimentale così da immergermi nell'atmosfera. Ad esempio Villa Farnesina a Roma, fatta costruire da principe Chigi, ha al suo interno affreschi di Raffaello Sanzio e della sua scuola proprio per la suddetta Stanza dell'astrologia. Questa era un tempo adibita a luogo pubblico del palazzo, luogo di ricevimenti e proprio per questo il principe se l'era fatta affrescare non con le solite raffigurazioni delle stagioni e delle costellazioni come in altri posti che ho potuto ammirare, ma sul soffitto aveva fatto affrescare il suo tema natale!
A parte lo stupore da parte mia di una così grande spocchia (d’altronde cosa ci si aspetta da un Principe se non la ridondanza), devo dire che mi ha fatto riflettere sul fatto che chiunque abbia potere, a seconda di come lo indossi, comunque è ossessionato dal renderlo quantomeno naturale, anzi no Celestiale e predestinato, Sacro!
Invece è tutto il contrario, chi ha potere ed era nobile a quel tempo non era stato chiamato da Dio a comandare i popoli ma i suoi avi e forse anche lui in persona avevano combattuto e combatteva ancora per difendere tutto ciò che avevano “rubato” agli altri.
Insomma ho intavolato questa guerra simulata, gli scacchi (ideati da Giorgio Mazzone Rota-Lab): un gioco di potere in cui i ruoli sono bene definiti.
Si giocava questa partita per il potere sotto ad un cielo ricco di costellazioni inventate dall'uomo tanto da abbinarle a se stesso ed alle parti del suo corpo.
La Raffigurazione era similare ad un altare sacro rinascimentale dove al centro c'era l'uomo come misura di tutto, la perfezione tra gli esseri viventi, un semidio in pratica.
A parere mio, invece, non è altro che il più debole e stupido bambino che ha capito meno riguardo al proprio pianeta ed a se stesso di qualsiasi altra forma di vita esistente.
La mia installazione era accompagnata da un mapping e da un soundtrack ideato dai geni di StudioAira e farcito da un piccolo scritto di William Shakespeare tratto dall'Amleto.


Gio Pistone, Stanza dell'Astrologia


Pax Paloscia: La mia istallazione racconta di questa ragazza, Anna, in diversi istanti della sua vita, "Anna arriva", "Anna pensa" " Anna con il mio maglione".  Volevo ricreare un ambiente intimo che raccontasse di questa ragazza senza svelarne troppi dettagli. Ho preso spunto dai ritratti rinascimentali e dalla fierezza, dalle posizioni e dagli elementi simbolici che, pero', sono rivisti in chiave moderna. Questi ritratti vengono intervallati da quelli di "Anna", personaggio immaginario a cui vengono intervallati alcuni pezzi come "Quino vola", la cui posizione sospesa che scorre verso di noi potrebbe ricordare la prospettiva del Cristo del Mantegna.


Pax Paloscia, Stanza delle Nozze

Intervista di Gloria Viggiani


Foto Copertina: Pax Paloscia
All Pictures Courtesy: Giorgio Benni e le artiste

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