VenetoWorld

lunedì 25 aprile 2011

Diario di un blogger

Adoro questo ambiente, mi stimola mentalmente e fisicamente a migliorare me stesso e la realtà che mi circonda, mi regala a ogni respiro delle sensazioni a cui non so dare un nome. Il mio è un ruolo assolutamente marginale nel panorama della street art, sono niente più e niente meno di un corrispondente sul campo, un giornalista di guerra che macina chilometri per riportare la realtà, portando in alto il vessillo della meritocrazia. Perché è proprio questo il problema di molti blog di street art: troppi promotori dei cosiddetti "mostri sacri" hanno dimenticato che il vero metro di paragone è la meritocrazia, la benzina che spinge avanti la macchina della cultura street è la genialità e l'originalità che, ahimè troppo spesso, latita tra le grandi firme. Attenzione: non sto dicendo che tutti i grandi writers sono ormai delle lattine vuote, sto solo dicendo che molti ragazzini il cui nome non è riportato su nessun reportage a volte hanno quella spinta in più che li rende meritevoli di essere menzionati e curati.

Per strada stormi di ragazzetti, la cui giovane età impedisce loro di ragionare con la propria testa, figli di MTV abbandonati a noiosi pomeriggi conditi in salsa Lady Gaga, vagano come anime in pena cercando solo una fonte di fresca ispirazione che li disseti! Mostro sacro, mi rivolgo a te che dall'alto della tua esperienza guardi tutti noi con misericordia: prendi per mano qualcuno di quei ragazzini e insegna loro l'arte della bombola. E tu, imberbe fanciullino prigioniero del telecomando, esci e chiedi a coloro i quali riempiono di colore la città di farti partecipe della loro esperienza perché ricordati: non sono null'altro che esseri umani.
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