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martedì 16 agosto 2011

Nuoro, i writer «buoni» ripuliscono la città

NUORO. Writer contro writer. O meglio: artisti contro imbrattatori. Questa la sfida che da qualche giorno sta andando in scena sulla facciata di una casa in vicolo Barisone, a pochi metri da corso Garibaldi. Lì tre baldi «graffitari» stanno decorando, su commissione della proprietaria, decine di pasticci e scarabocchi.

E così gli incomprensibili e orrendi «tag» che deturpavano la bassa casa gialla che fa angolo nel vicoletto tra il Corso e i giardini, sono già stati inglobati in un testone verde barbuto, e in un leone.

«Gli ho solo comprato le bombolette - racconta l'illuminata propietaria della casa, Rosalia Angius - e gli ho detto di sbizzarrirsi. A essere sincera l'idea è venuta a mio figlio Pietro (uno dei tre graffittari), e io gli ho detto che andava bene, anche se non avevo molta fiducia sul risultato finale. Ma poi lui si è messo all'opera con due sue amici che sono dei veri artisti. E i murales sono davvero belli».

Gli amici sono Massimo Basolu e Mattia Orrù, due writer «professionisti», membri di un gruppo che spesso collabora con scuole e Comune: «Quando c'è qualcosa da decorare ci chiamano - racconta Mattia, 20 anni - e ora stimao lavorando a un progetto che si chiama tela urbana. Con il quale vogliamo ridare colore ad aree degradate della città».

Il lavoro in vicolo Barisone però lo fanno da «privati»: «Il nostro amico Pietro ci ha chiamati, e noi di certo non ci faccimao scappare un'occasione così». Il buffo è che l'occasione è coprire i pasticci di ragazzi, che spesso si definiscono loro stessi aritisti. «A noi piace lavorare - spiega Mattia - in spazi grandi, aperti. E lavorare bene, non pasticciare, né rovinare. I writer veri sono artisti non teppisti».

Teppisti che invece purtroppo popolano spesso il vicolo a pochi passi dal cuore del centro di Nuoro. «I pasticci sul muro - spiega Rosalia Angius - sono solo una parte del disagio. Qui la notte arrivano gruppi di ragazzi che fanno rumore fino a tardi, spaccando bottiglie, sporcando in tutti i modi. E riducendo la via in un vero immondezzaio a cielo aperto. Spesso poi si accaniscono sui muri, pasticciandoli con scritte e insulti. Sperimao che loro stessi per primi ora rispettino questi murales».

Murales che stanno già attirando l'attenzione dei vicini. «Un proprietario del palazzo di fronte ci ha già chiesto di disegnargli una storia di caccia - chiude il giovane graffittaro - capita spesso che quando ci vedono all'opera ci chiedano di fare lo stesso anche a casa loro. D'altronde non c'è da stupirsi, i murales sono parte della nostra storia».

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