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martedì 13 settembre 2011

Angelo Milano per FAME Festival

Anche quest’anno vogliamo rivolgere la vostra attenzione a questo eccezionale festival – il Fame Festival – che si svolge, che anima e che smuove oramai da ben 4 anni la piccola cittadina di Grottaglie. Un evento assolutamente unico nel suo genere dove artisti provenienti d tutto il mondo si esibiscono e si esprimono tramite murales e installazioni artistiche.

Per saperne di più e conoscere più a fondo la natura di questo eccezionale festival, abbiamo intervistato il suo organizzatore e promotore, Angelo Milano, artista e titolare di Studio Cromie.

FAME FESTIVAL 2011: QUANDO, COME E CHI?
18 artisti internazionali a grottaglie. Arrivano dai musei di arte contemporanea più importanti del mondo e si fermano a Grottaglie alternandosi da maggio a settembre. Dipingono murales, fanno istallazioni, collaborano con gli artigiani del quartiere delle ceramiche, creano opere da esporre alla mostra collettiva finale.
Il festival è interamente autofinanziato dalla vendita delle opere create durante la permanenza degli artisti e dalle serigrafie e libri in vendita su studiocromie.org. L’appuntamento con il pubblico è il 24 settembre. ci sarà una performance di Boris Hoppek (artista tedesco) nel pomeriggio alla quale sono tutti invitati a partecipare. A seguire, la mostra aprirà alle 19:00 nel quartiere delle ceramiche, presso la bottega Papocchia.

DUE PAROLE SU ANGELO MILANO
Angelo Milano è l’organizzatore. Ha uno studio di serigrafia artigianale dove produce tirature limitate dei disegni degli artisti invitati per finanziare l’intero evento. Cura il festival da 4 anni con l’aiuto di mamma – cuoca d’eccezione per gli artisti – papà – infaticabile nell’accompagnare ed accogliere gli artisti all’aereoporto – e Madalena – assistente portoghese già dall’anno scorso .

PERCHE'GROTTAGLIE?
Perchè è l’unico posto dove avrebbe avuto senso creare un evento del genere. FAME nasce dalla necessità di restituire alla città la luce che merita. I politici locali non ne hanno mai avuto voglia. Tocca a noi singoli e privati difendere Grottaglie dalla malagestione e la non curanza dell’amministrazione, pubblicizzare le sue ricchezze storiche, artistiche e culturali, generare eventi consistenti e più duraturi delle serate “raccattavoti” sponsorizzate da assessorini e assessorette.

DA DOVE NASCE L’IDEA DI FAME FESTIVAL?
Dall’esigenza di creare un movimento qualsiasi che non fosse Grottaglie-mare / mare-grottaglie d’estate e Grottaglie-bologna / Bologna-Grottaglie per l’università d’inverno. La città soffre di una gravissima fuga di risorse, pochissime le alternative e le soluzioni possibili. Il Festival voleva e vuole essere uno spunto, un guizzo di indipendenza ed un esempio di come le cose si possano fare nel posto che ami senza affidarti a istituzioni o risorse esterne.
Inoltre, ho sempre considerato il Festival una bacheca per esporre problematiche locali. Fra queste, su tutte, la discarica di rifiuti speciali ecolevante. Il più goffo e clamoroso tradimento delle amministrazioni passate (che fondamentalmente sono uguali a quella vigente) ai danni dei loro cittadini.

QUAL’E’ IL MESSAGGIO CHE I DIPINTI DEL FESTIVAL VOGLIONO DARE AI VISITATORI?
Ammesso che ce ne sia uno, non è unico. Gli artisti del FAME sono liberi di fare quello che gli pare, se vogliamo guardare tutto da un angolo più aperto direi che il messaggio è : non è vero che non si può dipingere un muro gigante, se ne hai voglia. Così come non è vero che i tuoi progetti sono irrealizabili, se ne hai forza.
E’ un invito ad osservare come un progetto apparentemente impossibile (invitare artisti di fama internazionale in un “buco di culo” di paese per dipingere muri giganti contro qualsiasi volontà istituzionale, autofinanziandosi completamente) sia effettivamente possibile e attualizzabile. E’ un volersi riappropiare dello spazio pubblico, senza bussare alla porta di chi lo malgestisce.
Se poi vogliamo guardare nello specifico i singoli murales, posso dire con grande soddisfazione che quasi tutti gli artisti invitati si sono dimostrati sensibili al tema discarica, increduli, nel rendersi conto di quanto i politici locali possano essere così tanto politici e così poco uomini.

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