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lunedì 30 settembre 2013

Due chiacchiere con DANIELE DECIA


Qualche giorno fa abbiamo fatto due chiacchiere con Daniele Decia, una delle menti dietro al progetto IMPREVISTI ARTISTICI PROBABILITA' SOCIALI, di cui vi abbiamo parlato tempo addietro. La sua squisita cortesia e la sua gentilissima disponibilità da tempo stanno gettando le basi per un rapporto di lavoro che si preannuncia molto produttivo da entrambe le parti:

 
Innanzitutto, prima di cominciare qualsivoglia intervista, mi preme farvi le mie più vive congratulazioni per l'esito del progetto: il vostro lavoro di riqualifica estetica delle ex carceri di Tirano è stato indubbiamente ripagato dalla grande qualità delle opere realizzate. 

Una casa circondariale è notoriamente una struttura contenitiva, spesso legata a un concetto di "punizione" più che a un'idea di reinserimento nella società attraverso la rieducazione del soggetto. Quale è stata la motivazione che vi ha spinto a riqualificare esteticamente una struttura del genere?
Il carcere era chiuso dai primi anni '90 e ora verrà riconvertito in comunità di recupero per tossicodipendenti e casa alloggio. La possibilità di riqualificare la struttura in fase progettuale di ristrutturazione coinvolgendo artisti e organizzando workshop con gli ospiti è il motivo principale per cui mi sono avventurato in questa missione. La possibilità di unire arte e sociale, la possibilità di confrontarmi con realtà che spesso ignoriamo, sono senza dubbio sfide che mi hanno spinto ad accettare questo tipo di collaborazione.




Quali sono state le principali problematiche che avete incontrato durante la fase di progettazione?
La fase progettuale non ha presentato particolari problemi. Tutti gli artisti selezionati per questa prima fase hanno aderito con entusiasmo all'iniziativa dando la loro disponibilità anche per la fase successiva di coinvolgimento con gli ospiti della comunità. Si è quindi tenuto conto non solo delle loro indiscutibili capacità tecniche e del loro talento ma anche della dimensione umana e di relazione che un progetto di questo genere porta necessariamente con sé.

L'area è visitabile? E' possibile per la cittadinanza vedere le opere realizzate?
L'area sarà a breve visitabile con un calendario che è in fase di definizione. Nelle prossime settimane altri artisti arricchiranno ulteriormente gli spazi con le loro opere. Per il momento è comunque possibile vedere le opere realizzate finora previo appuntamento contattandomi via mail.



L'importanza del nesso tra un artista, che fa della libertà espressiva la sua bandiera, e un detenuto, che sognà la libertà e il suo reinserimento, è spesso oggetto di accese discussioni tra le varie ACU sparse sul territorio e gli organi amministrativi del sistema carcerario nazionale: secondo te è possibile, attraverso l'espressione artistica, facilitare la rieducazione del detenuto?
L'ex carcere diventerà comunità e il nostro intervento e la collaborazione che ci sarà con gli ospiti non hanno nulla a che fare con l'arte-terapia. L'artista porterà con sé la propria esperienza e il proprio vissuto da condividere con chi vorrà confrontarsi con lui. Come esempio citerei la cella di MrFijodor che ha inserito nella sua opera anche citazioni e frasi fornitegli dai ragazzi del Gabbiano.