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venerdì 11 ottobre 2013

LA CELLA DI MRFIJODOR di Daniele Decia


Cammino per gli inquietanti corridoi del carcere, guardo le celle ridipinte e ripenso ai momenti in cui abbiamo deciso di fare tutto questo, ripenso ai sorrisi e alle risate, alla stanchezza, ai momenti di scazzo, ai miei vecchi amici e a quelli nuovi… ripenso alle persone che con fatica ogni giorno combattono contro le proprie dipendenze e penso a chi si dedica a loro. Penso ai carceri e guardo chi intorno a me ora passeggia divertito davanti alle celle ma allo stesso tempo rivive l’inquietudine e l’oppressione di quelle sbarre che purtroppo ha conosciuto… e io passeggio con loro. Poi il mio sguardo scorre verso il basso attratto da una macchia nera e leggo: “Non si scappa mai dai luoghi, né dalle persone, nè tantomeno dalle circostanze. Si scappa da se stessi.” Frase straordinaria di Alda Merini valorizzata in chiave ironica dall’artista che comunica a chi legge che pure sua nonna si chiamava Alda…. Questa piccola citazione riesce a rappresentare benissimo lo spirito di Mrfijodor. Mrfijodor riesce a tirarti fuori le angosce e ti fa sorridere. Allora entro nel buco nero, ed è come se Fijodor mi prendesse per mano con i suoi disegni e mi accompagnasse fuori dai miei pensieri. Rimango coinvolto nel suo piano di evasione… l’evasione dal suo cervello… perché l’installazione dell’artista al carcere è proprio questo. La cella è tutta dipinta di nero e ricoperta di disegni e scritte tracciate con gessetti bianchi. Le frasi, raccolte anche tra gli ospiti della comunità, escono dal muro e ti entrano dirette in testa e nel cuore. Tu sorridi, rifletti e ti abbandoni… non c’è angoscia, non c’è ansia… nonostante lo scuro della stanza, nonostante sia una cella, perché tu sei divertito e ti senti catapultato nel mondo di Fijodor. In questa stanza ci sono i buoni propositi, i consigli, la giocosità, l’abilità e l’intelligenza dell’artista. Mi fermo per più di mezz’ora a leggere la stanza, a scoprire tutti i segreti che essa nasconde e ne esco confortato e divertito. Per qualche minuto non penso ad altro e mi accorgo che il proposito di Mrfijodor è stato assolutamente raggiunto: l’evasione c’è stata.


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