VenetoWorld

sabato 19 ottobre 2013

@Opiemme is #poetry for the masses

Questo è il periodo migliore per chiacchierare: l'estate è finita, cominciano i primi frescolini e anche a noi popolo dell'asfalto piace sederci e scambiarci opinioni. Qualche giorno fa abbiamo avuto il piacere di poterci confrontare con uno grande street artist e un ottimo amico, il torinese OPIEMME.


Recentemente hai partecipato all'intervento di riqualifica dell'ex carcere di Tirano (SO) insieme ad altri artisti come Mr. Fijodor, Corn79, Orticanoodles e molti altri. Qual'è il tuo personale bilancio a riguardo?
Per me è stata una super occasione, grazie a Studio D'Ars di Daniele Decia. Non mi piace star dentro gli ex carceri (vedi The Others Fair a Torino). Trasudano. Così sono finito a far cole sul tetto, con una stupenda vista sulla valle, con Etnik che dipingeva l'esterno del muro di cinta, e Sea sullo sfondo. Una cascata di colore, come se straripasse dall'interno del carcere stesso, a simbolizzarne una rinascita e un riutilizzo.
L'Associazione Il Gabbiano ha offerto un'occasione progettuale unica: quella di intervenire in uno spazio prima del suo restauro. Vero che molti lavori così si perdereanno, ma altri verranno integrati nel nuovo progetto architettonico.

Nel tuo portfolio ci sono moltissimi interventi di street art atti alla sensibilizzazione civica della realtà quotidiana che invade le nostre vite. Quali sono secondo te i prossimi tabù da violare?
I prossimi tabù? Internet, la nostra tecno dipendenza. La speranza, il futuro. Una critica politica schietta e diretta.

Oltre alla tua arte sei conosciuto anche per essere un attivista e un fervente sostenitore del senso civico, elementi che hai sottolineato anche in alcuni tuoi interventi di street art. In alcune città italiane sono comparsi dei cartellini come i tuoi di BARBARISM KILLS sopra a mucchi di immondizia e cacche di cane. Quale sensazione ti regala la consapevolezza che il messaggio è stato recepito forte e chiaro?
L'educazione vive e sopravvive solo nella condivisione. Mi fa piacere. Se potessi effettivamente essere stato d'ispirazione, questo allievierebbe un senso di vacuità.


Da ieri e fino al 18 novembre presso la Galleria Spazio Blue di Bologna (via Giovan Battista Gandino 3) troverete OpiMaio(R) - Minor Cessat, mostra che riunisce due installazioni site-specific (Domus e Piscem vorat maior minorem) realizzate a quattro mani da Alessandra Maio e Opiemme.
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