VenetoWorld

venerdì 11 aprile 2014

ENJOY AGORAPHOBIA @ Spazio Elastico BOLOGNA


SABATO 12 APRILE
h. 19

ENJOY AGORAPHOBIA
solo show UNO

in mostra fino al 30.04.14

Tra le tematiche che da sempre rendono accesa una parte del dibattito sviluppatosi nel tempo attorno alla street art, la dicotomia “esterno/interno” occupa certamente una posizione chiave e controversa: pensata per interagire con il tessuto urbano, che rappresenta in effetti il suo contesto naturale, la street art viene infatti spesso accusata di incoerenza quando migra all’interno di spazi espositivi più tradizionali.

Con la consueta graffiante ironia che caratterizza la sua poetica e il suo linguaggio, UNO mette al centro proprio questa antitesi in occasione della sua personale che Elastico Studio ospiterà dal 12 al 30 aprile 2014, assegnandole una posizione preminente già a partire dal titolo: Enjoy Agoraphobia. In questo caso, però, la paura degli spazi aperti è quella dell’arte contemporanea più istituzionale, che considera gallerie e luoghi affini come gli unici possibili per la pratica artistica, negando così il principio stesso che ispira la street art.

In questo gioco di contrasti, entrambi visti con una certa criticità, Uno apre una terza via in cui perseguire in nuovi modi le tematiche da sempre centrali nel suo percorso artistico: il desiderio contemporaneo di affermazione dell’io e l’influenza della pratica pubblicitaria sull’immaginario collettivo, temi sviluppati accogliendo e attualizzando in parallelo le lezioni di Warhol, Debord e Rotella. 

Già reiterata icona distintiva dei suoi progetti in strada, anche nel caso dei lavori in mostra in galleria è assoluto protagonista il volto-testimonial per intere generazioni di bambini di una celeberrima barretta di cioccolato. Attraverso un meccanismo di detournement, Uno si appropria delle tecniche dell’advertising, cambiandole di segno: liberando il volto-icona dal ruolo assegnatogli originariamente, l’autore lo eleva a simbolo della contrapposizione del singolo nei confronti della società di massa, rendendolo allo stesso tempo strumento di critica alla pubblicità stessa. 

Il corpus di opere che formano il percorso espositivo di Enjoy Agoraphobia si contraddistinguono per il ricorso al grande formato, oltre che per il fatto di essere realizzate sul supporto d’elezione scelto da Uno anche nei suoi progetti di street art: la carta, su cui spesso spicca l’uso dei caratteristici colori ciano, magenta e giallo fluo. Nel caso dei progetti in mostra, tuttavia, la carta viene lavorata certosinamente, anche attraverso la tecnica dello stencil-collage, formando layer molto materici.

TESTO CRITICO a cura di LASZLO BIRO
Nelle città agorafobia e claustrofobia sono due estremi che spesso si sfiorano e a volte si sovrappongono, allo stesso modo in cui ciò che è sicuro può trasformarsi in pericoloso, ciò che è familiare in estraneo e ciò che è noto in irriconoscibile. Una condizione segnata dalla continua ricerca di un riparo, di una zona di sicurezza, di un rifugio spesso più mentale che fisico.
Qui l'agorafobia è quella dell'arte contemporanea che considera le gallerie e gli spazi istituzionali come gli unici possibili, demolendo il principio della streetart che al contrario trova nella ricerca di spazi aperti una componente fondamentale .
Un contrasto questo, presente da sempre nel dibattito sull'arte pubblica e sul graffitismo, che vengono spesso accusati di perdere dignità e credibilità quando portati all'interno di spazi espositivi canonici. 

UNO, attraverso il concetto di agorafobia si diverte a prendere in giro proprio questa idiosincrasia, proseguendo parallelamente il suo discorso sul desiderio contemporaneo di affermazione dell'identità, e sull'influenza della pratica pubblicitaria sull'immaginario collettivo. 
Accogliendo e attualizzando la lezione di Warhol, di Debord, e di Rotella, UNO, attraverso la ripetizione all'infinito e il frequente uso di spray e pitture fluorescenti, gioca con la tecnica pubblicitaria e la cambia di segno.
Partendo dal volto simbolo della famosa pubblicità di una cioccolata, lo rende un'icona della possibile rivoluzione del singolo nei confronti della società di massa. Un volto liberato dal ruolo assegnatogli dai suoi creatori che diventa paradossalmente lo strumento ideale per una critica alla pratica pubblicitaria stessa. A rafforzare questo messaggio infine c'è la carta strappata dei decoupages e stencil-collages realizzati dall'artista, che rimandano alla lacerazione dell'individuo e della sua unicità, continuamente manipolata fino a perdersi nella molteplicità della società di massa. 
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Centomila, nessuno, UNO.

UNO è uno street artist che vive e lavora a Roma dal 2005. Le tecniche utilizzate nella sua produzione sono quelle caratteristiche della street art, benchè la sua preferenza, già a partire dalle sue prime esperienze in strada, vada ai poster, che sono caratterizzati dalla ripetizione di elementi iconici, stencil, collage, decoupage e da qualsiasi altra cosa che abbia a che fare con la carta e la sua manipolazione, con la strada e con l’effimero.

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