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venerdì 26 settembre 2014

Intervista a M-City - di Gloria Viggiani



In questi giorni ho avuto il piacere di conoscere lo street artist di origini polacche M-City e di trascorrere con lui diversi momenti del suo soggiorno a Roma per il suo solo show Beatiful crash alla Galleria Varsi.

Gloria: Come hanno avuto inizio il tuo progetto M-City e il tuo approccio verso la street art?
M-City: Ho cominciato a dipingere vent' anni fa, ma il progetto M- city ha dodici anni. La mia città,  Gdynia in Polonia, è stata d' ispirazione con i suoi scenari fatti di industrie e cantieri navali che ho vissuto sin dall' infanzia grazie a mio padre che lavorava li e mio nonno capitano di navi. Infatti il mio primo muro è stato quello di un cantiere navale. Ecco perchè uso disegnare sempre industrie, fabbriche, macchine e tutto quello che appartiene alla città.
Crescendo ho cominciato a viaggiare, conoscere nuovi posti e a portare il mio progetto M- City per i muri di tutto il mondo.
La mia scelta stilistica è quella di dipingere in bianco e nero con un solo livello e di aggiungere a volte del colore al mio lavoro. Sono un grafico ed è naturale per me disegnare le mie strutture come tutti gli altri elementi che inserisco anziché utilizzare foto.



Gl: Come ti relazioni con i tuoi progetti all' interno delle architetture e dello spazio urbano?
M-C: Mi relaziono all’ architettura in base ai suoi elementi e ai fattori che circondano lo spazio, insieme alle storie del suo quartiere. I miei lavori da lontano sono tutti visivamente gradevoli ma poi solo quando ti avvicini noti il vero concetto del mio lavoro, che è l' opposto degli elementi classici di gradimento, dove trovi solitamente una critica nei confronti della società. 




Tecnicamente parlando, i miei stencil hanno una sola misura, e quando ho a disposizione un grande muro li inserisco come fosse un city- building game come sin city e i lego riuscendo a dargli la giusta profondità e dimensione. Riesco ad adattarli in tutti i vari tipi e dimensioni di spazi. Mi interesso molto a ciò che circonda il muro o il supporto dove devo lavorare contestualizzando spesso con le storie del quartiere e dello spazio che ho davanti.




Gl: Qual è la reazione delle persone quando si trovano davanti ai tuoi lavori?
M-C: Come ben sai è lo stesso discorso per i graffiti: non è semplice. A qualcuno piacciono ad altri no,eheh!
Chiaramente è più facile dipingere qualcosa che può piacere nella tua città anziché fuori. Perchè quando dipingo come qui a Roma dopo massimo tre giorni riparto e non so bene la reazione delle persone. Spesso mi è capitato di trovare alcuni di loro che trovassero qualcosa di diverso da quello che ci trovo io. Ad esempio in questo muro che ho dipinto ieri da Rosti al Pigneto, dove ho contestualizzato il mio lavoro riguardo all' ex fabbrica, gli abitanti del quartiere vi hanno trovato nuove storie e questo mi è piaciuto molto.






Gl: Qual è l' esperienza più bella che hai vissuto con il tuo progetto nelle varie città?
M-C: Mi è piaciuto molto dipingere in Asia e in America del sud essendo completamente differente dai colori più intensi alla luce e chiaramente dalle persone dall' Europa, che è standardizzata dal punto di vista delle persone, macchine, strade, che sono le stesse a parte l' architettura.
Il mio lavoro è come uno sport estremo rimango in una città massimo quattro giorni e lo stencil in questo mi velocizza molto.
Il muro più alto che ho fatto è a Bristol, di 45 m. Il più lungo a Los Angeles e i più belli a Giacarta e Bogotà.



Gl: In questi giorni hai dipinto a Roma e hai preparato la tua personale con la galleria Varsi. Come sono cominciati il progetto e la collaborazione?
M-C: La galleria è giovane e in poco tempo si è fatta un buon nome a Roma e in Europa, un bel posto al centro della capitale con un ottimo staff che mi ha contattato sei mesi fa proponendomi di esporre da loro. Non avevo mai dipinto a Roma ma solo a Milano Bologna e Ancona, è stato bello conoscervi e vedere la collaborazione e il legame che c'è tra l' ambiente galleristisco e quello dei centri sociali e i posti occupati che ho visitato oggi. E' emozionante vedere unite queste due realtà, all' estero questo non c'è, sono due ambienti completamente separati.





 Intervista di Gloria Viggiani

 Info: M-City website
Tutte le foto (c) Gloria Viggiani

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