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lunedì 31 marzo 2014

Intervista a Pongo (CKC) - seconda parte - di Giada Pellicari




Esce oggi la seconda parte dell'intervista che ho avuto il piacere di fare a PONGO, writer milanese della crew dei CKC.
Per leggere la prima parte vai qui




Giada: Ormai sono vent’anni che dipingi. Come vedi l’evoluzione del tuo stile?

Pongo: Io faccio Wild Style e sempre farò quello. Il mio stile si e' evoluto su quel fronte e penso che sarà la strada che continuerò a portare avanti, mentre le opere su tela sono un altro discorso che esulano dalla street art.




Tangenziale est Milano, 2000

G: Attualmente a Milano è in atto una vera e propria guerra ai graffiti. Nonostante questo ci sono moltissime nuove crew e giovani writers interessanti. Come credi che si stia sviluppando lo stile milanese? Credi che stia iniziando a lasciarsi alle spalle il tradizionalismo new yorkese? Quali sono i nuovi nomi a tuo avviso più interessanti e perché?

P: Mi sto appassionando molto a quei ragazzi che fanno illustrazioni su muro, in loro trovo una vera evoluzione rispetto alle illustrazioni di un tempo. Mi piacciono molto Macs, MrBlob e Cheone.
Per quanto riguarda l'evoluzione delle lettere faccio un pò fatica a vederne una vera, noto comunque che gli stili in generale si stanno spostando verso qualcosa di diverso da quello con cui siamo cresciuti noi. Anche per questo motivo si e' creato il contest CKC.


Pongo e Nuclear1, dettaglio, 2013


Pongo e Nuclear1, 2013


G: Ti sei sempre occupato di pittura, anche se in pochi lo sanno. Recentemente però hai avuto una personale a Torino dove hai sviluppato dei lavori che vedono la commistione tra pittura e degli aspetti legati alla tecnologia. Vuoi raccontarci di cosa si tratta esattamente e quali sono i soggetti?

P: Ho sempre realizzato opere su tela fin dall'inizio della mia storia, avendo fatto il liceo artistico ho avuto modo di sperimentare molte tecniche tra cui le mie preferite come: il gessetto, l'acquarello e l'acrilico. Con l'olio, invece, non ho mai avuto un gran rapporto.
Oltre a questo ho sempre seguito l'aspetto concettuale espresso dai grandi artisti.
Ho avuto un periodo di pausa mentre la street art entrava nelle gallerie qui a Milano; per questo motivo e per le opere che realizzo non mi considero propriamente uno street artist, ma un artista contemporaneo più che altro.




Ho lavorato per alcuni anni su un progetto artistico legato a degli aspetti concettuali che ho presentato a Torino lo scorso novembre e che presenterò in futuro anche a Milano, Rio De Janeiro e San Paolo.
Essenzialmente il mio lavoro si occupa di mettere in evidenza la falsità della pittura tramite un’ espressione artistica "ingannevole", dimostrando cosi che l'occhio si può ingannare e che la realtà non e' mai come ci appare davanti.




G: I CKC recentemente hanno aperto un concorso per raccogliere lavori in Wild Style. Di cosa si tratta esattamente?




P: Abbiamo creato questa gara per capire realmente la situazione artistica tra le nuove leve, per capire se c’è qualcuno davvero valido con cui magari creare collaborazioni artistiche e, chissà, magari fargli qualche proposta interessante.


Tangenziale est, Milano, 1997

Sesto San Giovanni (MI), 2010

G: Ad aprile prenderai parte sia all’Amazing Day sia al Meeting of Styles che si terranno a Milano a distanza di due settimane, eventi a cui, tra l’altro, hai già partecipato in passato. Cosa ti aspetti da queste giornate?

P: Sono onorato di partecipare a questi due grandi eventi. All'Amazing Day del mio caro amico Wany ho partecipato anche l'anno scorso facendo una collaborazione con la Nuclear1 crew e devo dire e' uscito una bella murata. Quest'anno invece dipingerò in combo con Deco e stiamo valutando cosa fare in base agli spazi a disposizione.

Tangenziale, Milano, 1996


Pongo e Nuclear1 Crew all'Amazing Day 2013

Per quanto riguarda il Mos e' il primo anno che partecipo e sono molto positivo anche su questo evento a cui parteciperò insieme a Drop. Anche qui stiamo valutando cosa fare.
Saranno due convention molto carine, dove rivedere molti amici e poter dare il nostro contributo artistico.





Intervista di Giada Pellicari


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