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giovedì 22 maggio 2014

Intervista a Frode - seconda parte - di Giada Pellicari




E' con grande piacere che oggi pubblico la seconda parte della mia intervista a Frode, noto writer milanese conosciuto prevalentemente per la realizzazione di progetti di carattere pittorico e figurativo. Quello che emergerà dal nostro dialogo risulta essere innovativo per questo sito e nuovo all'interno della serie di interviste da me realizzate, perchè abbiamo affrontato il Writing sia dal punto di vista storico e teorico, che anche da quello inerente a tutti gli aspetti legislativi legati alla disciplina. 
E' la prima volta infatti che Frode rilascia un'intervista di questo tipo, nella quale abbiamo parlato in maniera approfondita del rapporto biunivoco esistente tra la sua produzione come writer e il suo lavoro come avvocato, aspetti che in precedenza aveva sempre trattato separatamente. Per leggere la prima parte vai qui


Giada: Parliamo ora dell’aspetto legislativo riguardante i graffiti. Recentemente ci sono stati degli inasprimenti sia nelle indagini che nelle sentenze, soprattutto a Milano ma non solo. Un po’ questo argomento è stato trattato alla conferenza del Leoncavallo organizzata anche da Le Grand Jeu, dove sei stato uno degli ospiti. Vuoi spiegare brevemente quali sono questi inasprimenti? Cosa pensi in generale dei comuni che da una parte incentivano certi aspetti del Writing ma rinnegano totalmente la matrice illegale del movimento?
Frode: Credo che il movimento del writing e quello della Street Art, che si alimentano di un comune denominatore che è illegale e legale allo stesso tempo, siano difficilmente inquadrabili. Il Writing in particolare sfugge per propria natura all’Istituzione, che accorpa uomini ed interessi in leggi e codificazioni.
Le amministrazioni perseguono gli interessi più evidenti della collettività, ma quando si parla da un lato di proprietà privata e dall’altro di diritto di espressione, è normale che sorga un conflitto, specie se il diritto di espressione può compromettere l’integrità della proprietà degli altri. Tuttavia la scelta di affidare la soluzione del problema solo o soltanto allo strumento processuale, con l’ovvia e assidua incriminazione di centinaia di writers, non fa che rimandare nel tempo l’adozione di misure adeguate alla soluzione del problema. La coscienza delle persone è in continuo cambiamento, di certo la lotta che è in atto di questi giorni preannuncia importanti cambiamenti in futuro.

 
Tavola Rotonda - Associazione Per Dipingere - ph: Ziguline


G: Recentemente hai vinto un processo, dove hai ottenuto una sentenza storica per il caso di Manu Invisibile, che è stato assolto dall’accusa di imbrattamento di un muro per il quale invece è stato riconosciuto il valore artistico del suo lavoro.  Cosa può cambiare in giurisprudenza con una sentenza di questo tipo?
F: La sentenza “Manuinvisible” del Tribunale di Milano, insieme a quella che ho ottenuto dei writers nel 2012, sono i due più importanti precedenti in materia e fino ad oggi hanno contribuito a diffondere un pensiero di cui mi son fatto portatore ascoltando la gente per strada: che male c’è a recuperare un muro deturpato o peggio abbandonato e quasi distrutto? Credo sia questo il punto della discussione. L’aspetto artistico poi è più difficile da affrontare, perché entrano in gioco molte variabili: cosa è arte e cosa non lo è? Il diritto di un artista è diverso da quello di un uomo qualunque?
Ciò che ritengo “vittorioso” di questa ultima sentenza, al di là di molte cazzate che ho visto scritte da giornalisti che non hanno neppure letto la sentenza, è che porti nel dibattito pubblico un tema molto importante per tutti i writer ed artisti: si può usare soltanto il pugno di ferro e mai la carota? Si può, in Italia, rimanere sempre ancorati ai retaggi del passato senza mai adeguarsi alle necessità di espressione delle nuove generazioni?


Frode, Giustizia


G: Avete celebrato questo momento storico anche grazie ad un lavoro intitolato Dura Lex Sed Lex , dove è stato riportato in maniera figurativa il processo stesso. Come avete impostato la murata? Vuoi raccontarcela?
F: La murata è nata per festeggiare l’assoluzione di Manu, giusto nel pomeriggio dopo il deposito della sentenza. Senza alcun tipo di bozzetto e con un po’ di biancone e di grigio e con dieci spray, abbiamo ricreato in 200mq in un solo giorno la scena dell’udienza. 
Prima abbiamo disegnato il Pm, poi io ho disegnato Manu imputato mentre lui disegnava me, ed infine abbiamo tratteggiato insieme il Giudice e le strutture dell’aula. E’ stato fenomenale, per lui come liberarsi di una tensione durata tre anni, per me come affermare, dipingendo però, i diritti che ho fatto valere in Aula. L’imputato raffigurato come un insieme di Tag e colature rappresenta la creatività sotto processo, il muro devastato sotto la ferrovia non fa che esprimere ancora meglio la pesantezza che si respira, dal punto di vista dell’imputato, nel trovarsi sotto accusa.


Frode e Manu Invisibile


G: Spesso voi due collaborate insieme in progetti di muralismo urbano come nel caso della facciata realizzata in Sardegna. Come ritieni sia il connubio della vostra pratica?
F: Il nostro è un lavoro molto alla pari e fatto di reciproco rispetto, anche se io sono quello più “Old School” tra i due.
Ogni volta che dipingiamo è un’esperienza completamente nuova rispetto alla precedente. Devo dire che mi diverto molto e che riusciamo ad intenderci al volo, cosa rara tra gli esponenti del settore.
Non so dove ci porterà questa comunione di creatività, ma devo riconoscere che ci ritroviamo ad affrontare lavori sempre più impegnativi ed importanti, ognuno dei quali rappresenta una sintesi nuova dello stile molto personale di entrambi.

Frode e Manu Invisibile, Campurella, 2013


G: Recentemente hai partecipato a due delle jam più importanti di quest’anno, ovvero l’Amazing Day a Locate di Triulzi e il Meeting of Styles a Cesano Boscone. Come sono andate?
F: Entrambe alla grande, anche se in entrambi i casi ho partecipato solo per alcune ore a causa di impegni…..di vacanza, non di lavoro in questi caso =)
Grazie per le domande interessanti e buona vita a tutti – Frode


Frode al MOS Italy



Intervista di Giada Pellicari


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