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lunedì 5 maggio 2014

Intervista a MACS - di Giada Pellicari



Ho avuto il piacere di fare un'intervista a Macs, noto writer italiano riconosciuto anche a livello internazionale prevalentemente per i suoi characters. Da diversi anni Macs si occupa anche di illustrazione, di tele e sculture, ma in realtà non ha mai abbandonato anche l'utilizzo del Lettering, aspetto di cui non tutti sono al corrente. Di questo e di molto altro abbiamo parlato in questa lunga chiacchierata, che in realtà è diventata quasi il sunto di almeno un anno di conversazioni tra noi due sul suo lavoro.

Giada: Hai visto i primi graffiti agli inizi degli anni Novanta, quando eri molto giovane. Da lì hai cominciato a fare sia Lettering che characters nella tua città natale che è Lanciano. Vuoi raccontarci la scena in quelle zone e quali sono state le tue influenze più importanti?
Macs: Da piccolo avevo la passione del disegno e mi interessavo a tutto ciò che fossero fumetti, cartoni animati, dipinti, finchè mi è capitato di vedere su qualche rivista di skate i primi servizi sui graffiti e ne rimasi molto affascinato. I miei amici che vedevano i miei disegni mi dicevano sempre: “Perchè non provi a rifare qualche tuo disegno sul muro?”. Ma a me sembrava così difficile che l'idea non mi sfiorava neppure lontanamente, finchè una sera mi son deciso a provare e mi si è aperto un mondo. 

Stay true, Lanciano 2013


Mi son divertito così tanto che da lì in poi non ho più smesso.  A Lanciano la scena dei graffiti era praticamente inesistente, un po’ alla volta ho cominciato ad approfondire sempre di più l'argomento, ed in alcuni viaggi con la mia famiglia a Roma ed in Svizzera ho avuto l'occasione di vedere per la prima volta dal vivo dei graffiti di Bam5, Delta, Dare ed altri writers. 


Smile, Bologna 2013


Qualche anno dopo conobbi qualche altro writer della mia città ma tappini, spray, erano ancora un tabù. Allora cominciai a sperimentare di tutto, costruendomi tappi con gli erogatori dei profumi e dei medicinali, per avere tratti migliori e riuscire a riprodurre il più fedelmente possibile ciò che disegnavo su carta. La città più vicina era Pescara dove ogni tanto andavo per vedere i pezzi di Disney, A.S.I.A. crew, e qualche atro writer. Nel ‘96 andai ad Ancona per assistere alla mia prima vera Jam "Juice96". Lì ebbi la possibilità di veder dipingere dal vivo tanti writers italiani e stranieri tra cui Dare, Can2 ed in particolare Mode2 che ancora oggi per me rimane uno dei miei preferiti in assoluto.


Hello Friends, Watercolors on cardboard - 30 cm x 21 cm - 2012


G: Sei famoso sia nel nostro paese che all’estero per essere uno dei migliori Writers italiani che fanno puppets e characters. Il tuo stile negli anni è divenuto inconfondibile, soprattutto per la riconoscibilità del viso dei tuoi characters, per l’utilizzo di un segno di matrice illustrativa sul muro, il tutto condito da colori e sfumature cangianti. Vuoi raccontarci l’evoluzione dei tuoi characters e qual è stata l’idea alla base di questi personaggi così riconoscibili?


Find your way, Paliano (Rm) 2013


M: Oltre al lettering, la mia passione per il disegno mi ha portato ad approfondire e curare molto il lato figurativo dei graffiti. Ho sempre pensato che ai graffiti come ad una forma di comunicazione, ecco perchè ho sempre prediletto un lettering ben leggibilie, ma con il figurativo si può comunicare molto più che con un lettering. Questo mi ha spinto ad evolvere molto il lato dei characters, anche se devo dire che i primi anni i risultati non erano così soddisfacenti, dovevo disegnare personaggi molto semplici per riuscire a riprodurli a spray, pian piano più acquisivo tecnica e più aggiungevo dettagli, poi col passare degli anni disegnando sempre son riuscito ad evolvere i personaggi fino a quello che sono adesso. 


Capitalism, 20x20 cm - Pencil on paper - 2013


Disegno tutti i giorni e quando ho un'idea finchè non ottengo quello che voglio rifaccio lo stesso disegno anche decine di volte. Per me è fondamentale tirare fuori sempre cose nuove, originali e ben distinguibili. Negli anni in cui ho iniziato a dipingere bastava copiare un piccolo particolare, anche solo una tag o una colorazione che ti etichettavano come un toy, oggi invece vedo molte cose che non sono altro che un miscuglio di cose prese da internet, da varie persone, e tutto questo proprio non mi piace, ci vogliono anni per arrivare ad avere un proprio tratto, un proprio stile.

Slave of time Sofia, (Bulgaria) 2013


G: Attualmente i tuoi characters risultano essere una confluenza tra diversi mondi, quello del Writing, quello dell’illustrazione, quello del graphic design e quello della Street Art. Come vedi la fusione tra questi diversi ambiti? Riconosci un’evoluzione del puppet del Writing nelle forme odierne di Street Art che sono caratterizzate essenzialmente da linguaggi figurativi?
M: Oltre allo spray dipingo molto usando varie tecniche, acquerelli, acrilici, olio e questo ha contribuito molto all'evoluzione e alla personalizzazione del mio stile. Mi piace molto riprodurre gli effetti delle pennellate nei miei personaggi a spray come se fossero dei dipinti. Sono anche un graphic designer  e questo mi influenza molto nella "impaginazione" dei miei graffiti su muro, nell'inserire titoli e testi vari o nell'usare determinati effetti grafici. 


Exit from the rules, Ferrara 2013


Oggi a differenza di molti anni fa ci sono a disposizione strumenti pazzeschi, come nuovi spray supercoprenti e che fanno tratti finissimi senza dover essere per forza mostri della tecnica, tappini di tutti i tipi e video su internet dove chiunque può vedere come si realizza un graffito, questo contribuisce non sono a far si che i graffiti raggiungano degli standard qualitativi sempre più alti e fino ad anni fa impensabili specialmente per quello che riguarda il lato figurativo ma anche ad un avvicinamento nei confronti di quest'arte da parte di un pubblico sempre più vasto, sia nel bene che nel male. 

Slaves of time, Dozza (Bo) 2013

La parola street art va presa con le pinze, a volte mi fa pensare più ad un gran calderone, perchè per me si può anche racchiudere tutto con la parola street art, ok, ci sono street artist molto validi, ma i graffiti sono i graffiti, hanno le loro origini, un loro background e sono una cosa ben diversa ed a se stante.


Macs e Etnik, Good thinks, Atessa (Ch) 2013


G: Macs non è solo characters ma è anche Lettering. Ho visto dei tuoi throw up con Dado davvero molto simpatici oppure i pezzi in cui riesci a scrivere Macs all’interno dei tuoi personaggi: un esempio è quando il nome diventa parte dei pantaloni o la tuta stessa. Vuoi raccontarmi del tuo Lettering e della sua evoluzione, ma soprattutto del connubio tra i due?
M: Per me è importante che un writer non perda mai di vista le origini, dipingo sempre ovunque o su qualsiasi superficie. Mi piace molto fare throw up, tag ed il lettering rimane sempre un elemento molto importante. Come dicevo prima ho sempre prediletto un lettering semplice perchè più leggibile, e mi piace molto integrarlo in base al contesto, trasformarlo in tessuto, braccia, mani, mantenendo un'uniformità figurativa con un eventuale character.


Problems Burgas, (Bulgaria) 2013


G: Recentemente nei tuoi lavori si iniziano a vedere anche delle scritte “descrittive”, dei veri e propri titoli, come ad esempio nel caso di Capitalism, Mare Nostrum, Neverending Trip. Questo implica dare ai pezzi dei concetti di narrazione e temporalità, forse degli approcci nuovi rispetto al Writing stesso, ma che invece ricalcano una forma tipica del frame del fumetto e dell’illustrazione. Come sono nati questi lavori e come concepisci i pezzi stessi?
M: Da quando ho iniziato a dipingere ho sempre dato un senso a tutti i miei graffiti, inserendo o comunque dando un titolo ad ogni mio disegno, integrando scritte nel background o titoli, finchè non sono arrivato a scriverceli direttamente su.


Capitalism, San Vito (Ch) 2014


Mare Nostrum, San Vito (Ch) 2014


Travel inconvenience, Gemona del Friuli 2013


G: Il mese scorso è uscita la tua grafica per il Meeting of Styles Italy 2014, che come sempre ho trovato molto simpatica e azzeccata, anche perché oltre alla riconoscibilità del tuo character è presente un paesaggio urbano con dei throw up alle spalle. Com’è nata la collaborazione con i Nuclear1 per il MOS Italy? Cosa ti aspetti da questa edizione?

Street attitudes, 20x20 cm - Pencil on paper - 2013


M: La grafica per il MOS l'ho realizzata molto di getto ed in pochissimo tempo e nell'illustrazione ho voluto inserire tutti gli elementi del Writing per me fondamentali. Conosco uno degli organizzatori da diversi anni, son bravi ragazzi e per me è stato un piacere realizzare la grafica del flyer, mi sembra che sia stato un bell'evento e che siano usciti fuori dei bei muri.





G: Recentemente hai organizzato Muzii Market, un evento a Pescara dove hai coinvolto nomi interessanti della scena come ad esempio Popay, Lazoo, Caktus & Maria, Kunos e Mr. Thoms. Vuoi raccontarci com’è andata e porre una riflessione sul rapporto tra Writing e istituzioni?
M: Mi è capitato diverse volte di organizzare eventi di graffiti, e da un lato, fa sempre piacere quando le istituzioni si interessano a quest'arte. In questo caso son stato contattato per organizzare l'evento di Pescara dove ci è stato chiesto di dipingere i dieci spazi di una delle facciate del mercato coperto, recentemente restaurato. Ho sottoposto all'amministrazione una lista di diversi writers italiani ed esteri ed insieme abbiamo selezionato dieci artisti. Sono molto soddisfatto dell'evento perchè c'è stata una grandissima affluenza di persone ed un forte interesse da parte di tutti, poi i muri realizzati sono molto belli. E' importante che le amministrazioni riconoscano i graffiti come forma d'arte e che diano spazi ai writers dove poter dipingere liberamente, spero che questa cosa prenda sempre più piede.


I don't miss anything, Pescara 2014




Info: Macs website
Ph: Macs


Intervista di Giada Pellicari     

   
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