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mercoledì 17 settembre 2014

Blu e la censura - Il nuovo lavoro a San Basilio - SAA News




A partire da ieri mattina sono usciti diversi articoli che dichiaravano l'esistenza di un nuovo murales a San Basilio, quartiere di Roma, un progetto che ha creato fin dall'inizio numerose discussioni perchè, oltre al santo ritratto, sono stati realizzati nella parte inferiore dei poliziotti rappresentati in forma di maiali e pecore. Sostanzialmente un'iconografia molto classica, tipicamente rinascimentale, ripresa e ravvivata tramite un linguaggio visivamente molto forte, anche se, forse, un po' scontato. 
Dall'inizio sia io che altre persone (molte sono state le mie chat di ieri a riguardo) abbiamo identificato l'intervento come un nuovo pezzo di Blu, che in realtà non era stato dichiarato pubblicamente e palesemente, per lo meno nella ricerca compiuta nello stesso giorno. Gli indizi comunque erano molti, perchè a parte le sue cifre stilistiche e il tema politico sempre presente, era appara sulla sua pagina facebook anche la foto dello stesso palazzo a Roma.


Pagina Facebook di Blu


In questo momento sono in corso numerosissime polemiche a riguardo, proprio per il linguaggio visivo molto forte, ed è stata, secondo quanto scritto da altre testate, ordinata la rimozione, perchè il progetto oltre ad avere un approccio offensivo verso le forze dell'ordine è stato realizzato anche in maniera illegale.


Immagine: fonte «Agenzia Dire» indirizzo «www.dire.it»

Il murale di Blu non è stato realizzato in collaborazione con SanBa, progetto di muralismo legale avvenuto recentemente nello stesso quartiere a Roma, ma invece in occasione di un evento per ricordare Fabrizio Ceruso, giovane colpito da un proiettile durante gli scontri con le forze dell'ordine per il diritto alla casa nel 1974.
E' importante ribadire che Blu non è nuovo a censure, come nel caso della mostra al Moca di Los Angeles nel 2011, intitolata Art in the Streets, curata da Jeffrey Deitch con Roger Gastman e Aaron Rose. 


SAA News
Giada Pellicari


Immagine di copertina: fonte «Agenzia Dire» e l'indirizzo «www.dire.it»
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